Migranti, Msf: «Accuse non ci fermeranno dal salvare vite in mare»

Migranti, Msf: «Accuse non ci fermeranno dal salvare vite in mare»

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L’organizzazione afferma di non essere stata contattata dalla procura di Trapani e ribadisce la totale legittimità e trasparenza del proprio operato in mare

In merito alle nuove accuse, errori e illazioni che compaiono ogni giorno nel dibattito pubblico, Medici senza frontiere (Msf) conferma di non essere stata contattata dalla procura di Trapani, ribadisce di essere a disposizione di tutte le autorità competenti per chiarire ogni informazione e soprattutto riafferma con forza la totale legittimità e trasparenza del proprio operato in mare, che ha l’unico obiettivo e obbligo di salvare vite umane. «Ancora una volta, come sempre più spesso in queste ultime settimane, ci troviamo di fronte a una valanga di illazioni e accuse mediatiche basate su strumentalizzazioni e informazioni imprecise – affermano da Medici senza frontiere -, che non servono a nulla se non a gettare discredito sulla nostra organizzazione e sul sistema stesso di ricerca e soccorso in mare».

Ancora, da Msf ribadiscono che «come abbiamo più e più volte ripetuto, le nostre operazioni in mare avvengono alla luce del sole, nel rispetto e sotto gli obblighi del diritto internazionale marittimo, con il coordinamento delle autorità competenti. E servono a salvare vite umane, le vite di persone in carne e ossa, che mentre queste polemiche faziose confondono l’opinione pubblica, sono costrette a sofferenze, rischi indicibili e morti del tutto inaccettabili».

Nel 2017 Medici senza frontiere ha soccorso più di 7mila persone. «Da quando abbiamo preso il mare nel 2015 più di 61mila, in circa 300 operazioni di soccorso coordinate dalla Guardia costiera italiana». Quindi una rassicurazione a «chi ci si sostiene»: «Questa bufera di accuse non ci distoglierà nemmeno per un minuto dal soccorrere persone che stanno per morire, dal medicare le ustioni e le ferite, trattare i casi di ipotermia, rianimare gli annegati, nutrire i bambini nati orfani. In mare come nei circa 70 Paesi dove i nostri operatori nel frattempo continuano a portare, ogni giorno e in prima persona, assistenza medica e umanità». Tutto questo, «grazie all’aiuto di tutti i nostri sostenitori, privati cittadini, fondazioni e imprese selezionate, che credono ancora che sia giusto curare e salvare vite umane e che anche in questi giorni continuano a dimostrarci il loro sostegno».

12 maggio 2017