RomaSette
Giovedì 23 Ottobre 2014
Data di pubblicazione: 16/12/2011 11:47:07

Pubblichiamo il testo in versione ridotta del documento sottoscritto da 14 istituzioni non profit di ispirazione cristiana dal titolo «Roma città reciproca», presentato giovedì 15 dicembre in Vicariato



Abbiamo ritenuto utile, in comunione con il nostro Vicario (Cardinale Agostino Vallini), mettere in sinergia le singole ispirazioni ed esperienze di associazioni, movimenti, congregazioni religiose, fondazioni che, a diverso titolo, hanno a cuore le risposte alle povertà di Roma. Siamo persone che appartengono a istituzioni non profit di ispirazione cristiana, presenti nella città e nel territorio regionale da molti decenni. I nostri interlocutori sono coloro che fanno fatica ad essere integrati: famiglie povere, famiglie numerose, anziani, minori ed adolescenti, disabili (fisici e mentali), disoccupati, persone senza casa, immigrati, reclusi, sofferenti psichiatrici …, persone che stentano a trovare una loro integrazione che pure la città offre ed ha offerto per molti, rispondendo così all’invito del Papa che, nel suo discorso di apertura al Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma (2010), ha detto: «Roma è una città che "chiede ai discepoli di Cristo, con un rinnovato annuncio del Vangelo, una più chiara e limpida testimonianza della carità». Per questo ci siamo interrogati sulla nostra presenza, sul senso del nostro agire, senza paura di evidenziare criticità, senza il timore di fare proposte di cambiamento concrete, con l’unico scopo di essere più efficaci e più rispondenti alle domande di chi ha bisogno, per essere quel «pane spezzato per i fratelli, venendo incontro alle loro esigenze e donando noi stessi». Tutti i giorni incontriamo sofferenza: esortiamo a non piangere, cerchiamo di attivarci perché in ciascuno ritorni la gioia di vivere. Viviamo ogni giorno una grande sfida: da una parte essere fedeli alla fede che ci è stata donata e dall’altra agire per permettere «miracoli», pronti a dare, con nostri mezzi, strutture, servizi, soluzioni ai piccoli e ai grandi problemi della convivenza delle persone. L’azione che svolgiamo ha la sua fonte e radice in Dio: è la strada percorsa dai «santi» che nella città di Roma hanno vissuto ed agito per la salvezza di molte persone fragili: da San Filippo Neri a San Benedetto Giuseppe Labre, da Santa Francesca Romana al Beato Angelo Paoli. La fede riassume e dà senso all’attività sociale che compiamo. Il discepolato di Cristo ci spinge a mettere in campo tutta l’esperienza e la competenza, perché l’amore del prossimo diventi reale. Ci troviamo a vivere in un momento in cui il sistema di sostegno ai deboli è in crisi. È iniziata una sofferenza che sembra senza uscite: per mancanza di indicazioni sicure, per la precarietà della sopravvivenza dei servizi, per i tagli alle risorse, per mancanza di indirizzi, per la complessità delle regole, non sapendo che cosa, almeno nel medio termine, ci aspetta.

Chiediamo a tutti i credenti di accompagnarci nel percorso di riflessione su ciò che facciamo e soprattutto di dare spinta e valore a chi singolarmente e collettivamente opera per il bene della città. Non vogliamo essere sostitutivi di nessuno, ma dare spessore a quanto si sta facendo, inventando magari altre soluzioni ai vecchi e nuovi problemi.


(Il testo completo nel file allegato)

|  Links 
 Files allegati: roma reciproca_2011.pdf 
IN EDICOLA

SPECIALI NEWS
DOSSIER










I Documenti della Diocesi