RomaSette
Giovedì 23 Ottobre 2014
In diocesi: Il cardinale Ugo Poletti, «vescovo, pastore e padre»

Presieduta dal cardinale Vallini la Messa nel centenario della nascita, a Santa Maria Maggiore. «Con il convegno sui mali di Roma, diede ascolto a una città che chiedeva comprensione e rispetto» di Michela Altoviti

Vescovo, pastore e padre. Questi i tre tratti della personalità del cardinale Ugo Poletti che il vicario del Papa, il cardinale Agostino Vallini, ha sottolineato nella sua omelia durante la Messa di suffragio celebrata il 1°aprile nella basilica di Santa Maria Maggiore, in occasione del centenario della nascita del porporato. Di questa stessa basilica mariana, a lui particolarmente cara, Poletti fu nominato arciprete dopo la sua rinuncia, per sopraggiunti limiti di età, all’incarico di cardinale vicario di Roma, nel 1991. Qui venne sepolto, nel 1997, e riposa nella cappella di Santa Lucia.

Il cardinale Poletti, dal 1972 al 1991 vicario per la diocesi di Roma dei Papi Paolo VI prima, poi Giovanni Paolo I e infine Giovanni Paolo II, «quale uomo di Chiesa e vescovo di chiara impronta conciliare, si prodigò perché i documenti del magistero del Concilio Vaticano II fossero recepiti e attuati nella pastorale diocesana», ha sottolineato il cardinale Vallini. Questo permise alla diocesi di Roma di sviluppare maggiormente la fisionomia di Chiesa locale, «partecipe della vita della città e impegnata a offrire a tutti la luce del Vangelo, in un tempo, quello del ’68, non facile né dal punto di vista religioso né da quello sociale».

Nel tentativo di imprimere rinnovata coscienza ecclesiale e desiderando anche individuare i limiti di una città complessa come Roma, nel 1974 l’allora vicario del Papa promosse un convegno rimasto celebre: "La responsabilità dei cristiani di fronte alle attese di giustizia e di carità nella diocesi di Roma", ricordato negli anni come l’assise “Sui mali di Roma”. «Fu un successo - ha ricordato il cardinale Vallini - perché diede ascolto alla voce di una città che chiedeva comprensione e rispetto e, insieme, generò una nuova attenzione nell’annunciare il Vangelo». In questo il porporato riconosce al cardinale Poletti la dote di vero pastore, come dimostra anche la sua «capacità di dare risposte di amore al suo popolo: basti pensare alla fondazione della Caritas, che si deve a lui e a don Luigi Di Liegro».

Una forte carica di umanità, quella del cardinal Poletti, tale da farsi «attenzione affettuosa riservata a tutti e a ciascuno», ha evidenziato ancora il vicario del Papa. Il suo ufficio, ha continuato, «era sempre aperto, soprattutto per i sacerdoti che conosceva personalmente e chiamava per nome, per i quali si preoccupava e che andava a trovare a sorpresa». Quindi, ha citato il suo predecessore come un riferimento e una luce per sé e per ciascuno degli oltre 40 sacerdoti e 16 vescovi concelebranti e ha pregato affinché «il servo buono e fedele al Vangelo si faccia intercessore per accompagnare la Chiesa di Roma che ha tanto amato e che ha servito generosamente». Spirito di gratitudine per un testimone di fede come il cardinale Poletti ha espresso anche il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, che ha inviato un messaggio letto dal cardinale Vallini.

2 aprile 2014



Altri Articoli recenti in questa categoria
12/9/2014 - La parrocchia ucraina gremita per invocare la pace
12/9/2014 - Ac, l'impegno a «uscire» e «accogliere»
10/9/2014 - Il 4 ottobre l'omaggio del Lazio a san Francesco
9/9/2014 - Don Bosco, le celebrazioni romane per il bicentenario
8/9/2014 - Insegnanti di religione, obiettivo puntato sul Medio Oriente
5/9/2014 - Morta in Malawi suor Anna Maria Guidotti
1/9/2014 - Il cardinale Vallini a Lourdes per «raccontare la gioia del Vangelo»
1/9/2014 - L’Anno pastorale riparte dal Convegno diocesano
21/7/2014 - Paolo VI beato, a ottobre veglia e convegni
21/7/2014 - Le nomine di direttori, parroci e vice parroci

IN EDICOLA

SPECIALI NEWS
DOSSIER










I Documenti della Diocesi