Alla Fiera lo spazio della rivista di postulazione della causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II da Verona Angelo Zema
Sullo schermo scorrono immagini note: la veglia della Gmg di Roma 2000 a Tor Vergata, il viaggio di Papa Wojtyla in Terra Santa, il suo grido nella Valle dei Templi contro la mafia, fino ai suoi funerali di fronte ad una folla oceanica. È lo stand di “Totus Tuus” (nella foto di Cristian Gennari), la rivista della postulazione della causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II, edita dalla Diocesi di Roma e ispirata nel titolo al suo celebre motto episcopale. A Verona Fiere c’è anche la presenza di chi è impegnato attivamente nel portare avanti la causa iniziata nel giugno 2005. «Una presenza ideale di Giovanni Paolo II, legata al tema del Convegno», sottolinea il postulatore, monsignor Slawomir Oder (polacco come Wojtyla). «È stato sempre testimone di speranza, e non volevamo mancare, per tener viva la presenza del suo insegnamento».
Molti tra coloro che si fermano davanti a quelle immagini si commuovono. Delegati, ospiti, volontari, lavoratori impegnati nelle pulizie. Nello stand i visitatori sono accolti dal sorriso dell’italiana Domitia Caramazza e di Aleksandra Zapotoczny, polacca di Wadowice – la città natale di Giovanni Paolo II – che, insieme alla belga Michèle Smits, compongono lo staff della redazione. Sono arrivate domenica a Verona, e quest’ultima è tornata da tre giorni al Palazzo Lateranense, sede del Vicariato di Roma, dove ha si trova la redazione del mensile lanciato all’inizio dell’anno.
«Lavorando qui sentiamo una grande responsabilità», dice Aleksandra. «Anche perché il vero capo della redazione è lui», aggiunge indicando Giovanni Paolo II, ritratto in una gigantografia con l’allora cardinale Ratzinger. A chi lo desidera viene distribuito un kit che contiene tutti i numeri della rivista finora pubblicati. «Tutti prendono la preghiera d’intercessione – spiega Domitia – e qualcuno vorrebbe anche firmare pensando di poter accelerare l’iter della causa». “Santo subito”, lo si ricorderà, scandì la folla ai funerali. Ma la causa seguirà il normale iter, assicura monsignor Oder. Confortato dalle reazioni della gente che ama Giovanni Paolo II. «L’entusiasmo è largamente diffuso, e ci sostiene nel nostro lavoro».
Numerosi i disegni e le poesie di bambini che campeggiano nello stand. Provengono dalla tomba di Giovanni Paolo II. Chiara, 6 anni, in un saluto scritto due giorni dopo la sua morte: «Caro babbo, io ti voglio tanto bene. Tutto il mondo è triste, ma tu sei in Paradiso e io sono contenta». La voce dell’innocenza, della verità. Un altro bimbo lo disegna accanto al padre morto, e i due si danno la mano. Da una scuola elementare di Houma, in Louisiana, arriva una raccolta di post-it con intenzioni di preghiera. Confidenziale il ricordo di due chierichetti della basilica di San Pietro: «Karol, abbiamo sofferto insieme a te». Era come una persona di famiglia.
Lo era per Aleksandra: «Rammento la sua mano sopra il mio viso, come un papà. Spesso a casa si parlava di lui, mia nonna frequentava la stessa scuola». Uno di famiglia anche per Michèle: «È stata una persona importante per la mia vita, mi proteggeva. Lavorare a “Totus Tuus” è una grazia». Il ricordo di Domitia è legato alla comunione ricevuta da Giovanni Paolo II nella visita pastorale alla parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie alle Fornaci, quando aveva 12 anni.
L’ultimo numero del mensile è sul tavolo dello stand. Il tema, la speranza e Giovanni Paolo II, è in linea con Verona 2006: ecco l’editoriale di monsignor Betori, segretario generale della Cei; le interviste a testimoni privilegiati del pontificato e autorevoli osservatori come Agnes, Navarro-Valls, Weigel; e-mail e missive dei lettori, da ogni parte del mondo. Anche questo numero è edito in 5 lingue: italiano, francese, inglese, polacco, spagnolo; nei prossimi mesi sono annunciate edizioni in portoghese, russa e cinese.
Allo stand si ferma il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, Alberto Maria Careggio, che in Val d’Aosta, da parroco, accompagnava Papa Wotyla nelle sue passeggiate in montagna. Anche lui si commuove, di fronte allo schermo, e ricorda.
20 ottobre 2006