La struttura è dedicata ad Arnaldo Canepa, nel 40° anniversario della morte, e a madre Ermelinda Rigon di Angela Napoletano
Un ponte tra Flake, in Albania, e Roma per esportare il metodo e lo stile oratoriale di Arnaldo Canepa, il fondatore del Centro oratori romani di cui il 2 novembre è stato celebrato il 40° anniversario di morte. Nel villaggio a 20 chilometri da Tirana, qualche giorno fa è stato infatti inaugurato un oratorio dedicato proprio a Canepa e a madre Ermelinda Rigon, fondatrice del Cenacolo Domenicano. Non sarà, però, solo il nome a fare dell’oratorio di Flake un luogo dalla forte impronta italiana, anzi romana. Perché tutto, dalle attività all’organizzazione, dal personale al metodo d’insegnamento, sarà ispirato ai “quattro binari” su cui scorre la vita degli oratori romani associati al Cor: preghiera, catechesi, pratica e gioco.
È Mario Mareri, impegnato da alcuni anni in Albania per conto del Cor, a raccontare lo sforzo compiuto nel piccolo villaggio vicino a Tirana per avviare i ragazzi allo stile oratoriale “firmato Canepa”. «Con suor Maria, suor Flavia e altri animatori facciamo percorrere ai ragazzi l’esperienza dell’oratorio festivo. Alle 10 i ragazzi si radunano in un campo, che rassomiglia molto al cortile dell’oratorio anni ‘50 in Italia, per l’accoglienza gioiosa. Segue l’incontro di catechesi per preparare i ragazzi e i loro genitori ai sacramenti del battesimo, comunione e confessione, mentre una breve prova dei canti introduce alla celebrazione della Messa in un capannone provvisorio. Alla fine della mattinata attività ricreative e gioco per tutti». «Tutte le domeniche – continua Mareri – ci si raduna con una frequenza che oscilla tra i cinquanta e settanta ragazzi».
A far vivere l’oratorio di Flake, però, non ci sono solo i bambini. Sono state infatti organizzate attività che riguardano anche gli adulti impegnati in corsi di formazione per animatori. «I corsi sono portati avanti – spiega Mareri – da un catechista missionario romano che, a cadenza mensile, viene in Albania anche per portare contributi economici, materiale didattico e quanto molto spesso richiesto dalle famiglie più bisognose dei villaggi assistiti». La sfida del Cor è ambiziosa: «Facendo crescere nuove generazioni culturalmente preparate si da un aiuto a tutto il Paese e i benefici che oggi ricevono in pochi domani saranno trasmessi agli altri – dice Mareri – perché uno delle prospettive del progetto è proprio quello di formare animatori che possano collaborare con le suore del Cenacolo Domenicano nel Paese».
Nonostante importanti traguardi siano ormai stati raggiunti, a Flake, tuttavia, non si smette di lavorare. «Stiamo completando la costruzione di una chiesa con i locali limitrofi per il catechismo e le attività ludico ricreative dell’oratorio – conclude il rappresentante del Cor in Albania –. A queste ultime attività sono invitati tutti i ragazzi del villaggio anche se di diversa cultura religiosa».
17 novembre 2006