I Musicanova (nella foto), diretti da Barchi, proporranno "Cantate al Signore un canto nuovo", a Santa Maria in Domnica di Mariaelena Finessi
È un percorso a gambero, tra polifonia classica e contemporanea. Da Tomas Luis de Victoria a Urman Sisask, da Giovanni P. da Palestrina ad Arvo Pärt. Musiche e testi del Natale. Di ieri e di oggi. Domenica 10 dicembre, nella chiesa di Santa Maria in Domnica alla Navicella, il Coro Musicanova – diretto da Fabrizio Barchi – proporrà “Cantate al Signore un canto nuovo”. L’evento, che s’inserisce nei “40 concerti nel giorno del Signore” - rassegna concepita dalla Pastorale giovanile della diocesi di Roma -, proporrà un repertorio che abbraccia molti secoli, pagine che vanno dal ‘300 ai nostri giorni. Un’occasione per ascoltare i diversi modi di tradurre in note uno stesso messaggio biblico. Non un confronto per giudicare, bensì un accostamento.
«La musica di questo tempo liturgico – spiega Barchi –, partendo dal testo della profezia di Isaia per arrivare fino alla gioia della nascita e la recita del Gloria, raccoglie brani tra i più significativi di tutto il repertorio corale». Ciò che viene proposto «avvicina secoli ed autori lontani che riesprimono, con propri mezzi e con linguaggi naturalmente diversi, lo stesso testo; se in brani brillanti come il “Cantate Domino” o “Hodie Christus natus est” ritroviamo nell’inevitabile diversità del linguaggio, un impatto emozionale simile (ritmi vivaci, prevalenza di tonalità maggiori ed accordalità aperte), i brani a carattere meditativo si presentano con chiavi di interpretazioni molto difformi». E così in “O Magnum Misterium” e, in maniera ancora più evidente, nel “Magnificat”, gli autori sembrano puntare su distinte corde emotive, tanto che «alla pacata gioia degli autori del Rinascimento, si contrappone l’intima ed introversa meditazione degli autori contemporanei». Altro discorso ancora è quello del brano che musica le parole di Isaia («un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, su di lui si poserà lo spirito del Signore»). Qui «il semplice corale di Praetorius – continua il maestro – viene completamente trasformato dallo svedese Jan Sandström il quale, basandosi sulla struttura portante dell’originale corale, costruisce delle fasce accordali che sembrano avvolgere la profezia di Isaia in un mistico alone di mistero».
Avviata negli anni ’90 da Fabrizio Barchi – che tra i vari ruoli ricopre quello di vice maestro alla Cappella musicale Lateranense –, l’esperienza del “cantare insieme” di alcuni giovani prende forma nel 1999 nel coro e associazione “Musicanova”. Una collaborazione stabile che spinge a partecipare alle più importanti manifestazioni, nostrane e straniere, con ottimi riscontri. L’ultimo, di quest’anno ormai finito, arriva dall’International Choral Festival di Cork (Irlanda) con il piazzamento in terza posizione. All’esordio, anche discografico del gruppo – che dal 2005 è Corale della Basilica di San Paolo –, fanno seguito le collaborazioni con Ennio Morricone, Mina, Andrea Bocelli e con il “grande assente”, Angelo Branduardi. Formatosi al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, sotto la guida di maestri come Bonifacio Baroffio o Domenico Bartolucci, Barchi non poteva non appassionarsi al tema di questo concerto. «Quella sul Natale – dice – è una letteratura musicale estremamente ricca e varia», innestata soprattutto e per ovvie ragioni nel messaggio religioso. Eppure, «non va trascurato quel contenitore inesauribile delle tradizioni non colte», dal quale si possono estrarre i famosi “Carols” inglesi, testi e melodie medievali, che pur sempre raccontano di quella notte fredda in cui nacque un bambino destinato a salvare il mondo.
Il prossimo incontro con i “40 concerti”, con Mirella Freni e i giovani allievi dell’Accademia di Belcanto di Vignola, è per giovedì 14 dicembre (ore 20,30) presso la Sala Riaria del Palazzo della Cancelleria Apostolica. Ingresso gratuito.
7 dicembre 2006