L’incontro del Papa con gli studenti degli atenei romani, dopo la Messa del cardinale Ruini nella basilica di San Pietro
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Circa 10mila studenti, insieme ai docenti e al personale tecnico-amministrativo degli atenei di Roma, hanno gremito giovedì sera la basilica Vaticana per partecipare al tradizionale incontro natalizio degli universitari romani con il Santo Padre. L’appuntamento, che Benedetto XVI ha definito «una gradita opportunità», ha concluso la V Convention europea degli studenti universitari iniziata sabato 9 dicembre. Insieme alle delegazioni universitarie europee hanno preso parte ai lavori di riflessione e dibattito, su «La carità intellettuale, via per una nuova cooperazione tra Europa e Asia», anche studenti provenienti dalla Cina, dall’India e dalle Filippine. Prima di prendere la parola, il Pontefice ha ascoltato l’omaggio di saluto a lui rivolto dal mondo accademico e da quello studentesco, rispettivamente rappresentati dal presidente del Comitato regionale università del Lazio (Crul) e rettore dell’Università di Roma Tre, Guido Fabiani, e da una studentessa di Medicina e Chirurgia dell’Università di Tor Vergata, Samanta Papadia.
«Cari giovani - ha detto il Papa all’inizio del suo discorso -, quest’anno state riflettendo proprio sul tema dell’Eucaristia, seguendo l’itinerario spirituale e pastorale predisposto dalla diocesi di Roma. Il Mistero eucaristico costituisce il punto di convergenza privilegiato tra i diversi ambiti dell’esistenza cristiana, compreso quello della ricerca intellettuale». Infatti, ha aggiunto subito dopo, «Gesù-Eucaristia è come un “prisma” attraverso il quale si può meglio penetrare nella realtà, sia nella prospettiva ascetica e mistica, che in quella intellettuale e speculativa, come anche in quella storica e morale». E quindi il pensiero è andato alla Vergine, «la prima che ha contemplato l’umanità del Verbo incarnato, l’umanità della Divina Sapienza». «Ponetevi alla sua scuola» è stata l’esortazione del Pontefice: «Ella riconosceva il Volto umano di Dio, così che la misteriosa Sapienza del Figlio si è impressa nella mente e nel cuore della Madre. Perciò Maria è diventata la «Sede della Sapienza», e con questo titolo è venerata in particolare dalla comunità accademica romana».
E proprio alla Sedes Sapientiae è dedicata una speciale icona, come lo stesso Benedetto XVI ha tenuto a ricordare, «che da Roma ha già visitato vari Paesi, pellegrinando attraverso le istituzioni universitarie». Un pellegrinaggio continuato anche nella serata di giovedì, quando, al termine della Messa, prima dell’incontro con il Santo Padre, la delegazione universitaria della Bulgaria ha consegnato l’immagine mariana alla delegazione universitaria dell’Albania, nazione nella quale l’icona proseguirà il suo viaggio nelle città universitarie. Anche il pensiero del cardinale vicario, durante l’omelia della solenne concelebrazione, animata dal Coro interuniversitario e da 65 orchestrali provenienti dai conservatori e istituti di musica pareggiati d’Italia, si è rivolto alla Vergine: «Una dolce madre - come l’ha definita il porporato - che è sede della verità, icona dell’amore di Dio per l’uomo che ci rimanda al Verbo di Dio fatto Carne: vero senso del Natale». Perché, ha spiegato ricordandone il significato, prima nell’accezione filosofica e poi in quella teologica neotestamentaria, «in Gesù Cristo, il Dio del pensiero greco, assoluto dominatore dell’universo, incurante dell’uomo, è appassionato e innamorato del suo popolo, entra nella sua storia. Si rivolge contro se stesso per rialzare l’uomo dalla sua condizione di peccato - ha aggiunto parafrasando le parole di Benedetto XVI nella "Deus caritas est"». Perché, ha sottolineato parlando della prima lettura (dal Libro di Isaia) e concludendo così la riflessione sui testi liturgici del giorno, «Noi siamo deboli e indegni, ma proprio Gesù, Verbo incarnato, ci dice: "Guarda dentro e fuori di te senza timore, perché io sono con te". In questo periodo di gioia natalizia facciamo dunque nostra la certezza, richiamata più volte da Benedetto XVI durante il suo recente viaggio in Baviera, che "chi crede non è mai solo perché Dio è con lui"».
15 dicembre 2006