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Dalle parrocchie: Sant'Eligio da 40 anni accanto al quartiere

In occasione della visita del cardinale Ruini il parroco, mons. Rino Cunial, racconta le trasformazioni del territorio di Giulia Rocchi

L’asfalto è arrivato a coprire le strade. Le case si sono moltiplicate. Alcune famiglie sono andate via, altre si sono trasferite nella zona. E qualche mese fa, poco lontano, è stato inaugurato il grande centro commerciale. A cambiare, ancora una volta, paesaggio e viabilità. Si è trasformato, in quarant’anni, il territorio tra il Villaggio Prenestino, Castelverde e Lunghezza, confine Est della Capitale. Ma la parrocchia di Sant’Eligio è stata sempre lì, in via Fosso dell’Osa 435. Sempre presente anche mons. Rino Cunial, 80 anni compiuti il mese scorso, 40 passati a guidare questa comunità, dall’istituzione all’anniversario di questi giorni.

Per festeggiare, domenica scorsa, la Messa del cardinale Camillo Ruini. «La parrocchia è stata inaugurata il 18 giugno 1967 - racconta mons. Cunial -. All’epoca nel quartiere vivevano circa 1.200 persone: in particolare marchigiani, che avevano costruito le case fin dagli anni ’50. Allora mancava tutto…». Come un asilo per i bambini. Nei locali della parrocchia, quindi, venne subito realizzata una scuola materna, gestita dalle suore Figlie del Santo Nome di Dio. La superiora - anche lei sul posto da 40 anni - è suor Giovanna Cunial, sorella di don Rino.

«All’inizio gli iscritti erano una sessantina - dice la religiosa - mentre oggi sono più di 150». A prendersi cura di loro, altre 2 suore e 5 maestre. Presto, però, i piccoli saranno seguiti da qualcun altro: ad agosto le religiose torneranno «alla casa madre, a Lucca», prosegue suor Giovanna. In partenza anche i Monfortani del vicino istituto, collaboratori della parrocchia, che presto si trasferiranno. Ancora cambiamenti, dunque. Ma l’impegno resta costante.

«C’è sempre stato un forte coinvolgimento nella realtà sociale della borgata - riprende mons. Cunial -. Per esempio per 25 anni abbiamo ospitato nelle sale vicine alla chiesa le riunioni del comitato di quartiere». I sacerdoti e i cittadini hanno combattuto fianco a fianco per migliorare le condizioni di vita al Villaggio Prenestino. «Negli anni Settanta a Finocchio c’era una discarica - ricorda il parroco - e le esalazioni arrivavano fin qui, così ci siamo battuti per farla spostare». Anche l’asfalto sulle strade è una conquista del comitato. «Ma i marciapiedi - sottolinea don Rino - mancano ancora oggi».

10 giugno 2007



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