Lo storico dell’astronomia Costantino Sigismondi svela i segreti della meridiana di Santa Maria degli Angeli di R. S.
Il 23 settembre attorno alle 13 il Sole attraversa la linea meridiana della basilica di Santa Maria degli Angeli in corrispondenza delle ellissi equinoziali, segnalandoci che sta entrando l’autunno astronomico. Costantino Sigismondi, docente di storia dell’astronomia alla Sapienza, presenta il fenomeno.
Cosa accadrà esattamente nella basilica?
L’immagine del Sole prodotta dal foro obiettivo della meridiana costruita nel 1701 da Francesco Bianchini, per volontà di Papa Clemente XI, attraversa il pavimento della chiesa seguendo una linea retta e poi va a sovrapporsi con le ellissi equinoziali che ci dicono che l’astro si trova proprio sull’equatore celeste.
È l’inizio dell’autunno astronomico vero?
Certo, il Sole entra nell’emisfero australe e le giornate diventano per noi via via più brevi. In questi giorni le ore di luce complessiva diminuiscono di crica 3 minuti al giorno, con una diminuzione di un’ora in 20 giorni. Questi dell’equinozio sono i giorni in cui la variazione della durata del giorno è la più rapida.
Tutti questi cambiamenti si vedono su una meridiana del 1700 come quella di Santa Maria degli Angeli?
Sì, la meridiana è stata concepita per misurare accuratamente tutti questi fenomeni, trasformando i centimetri e i millimetri delle posizioni dell’immagine solare in gradi minuti e secondi della posizione nel cielo del Sole. L’ultimo restauro della meridiana, avvenuto nel 2000, ha consentito di ripristinare anche la scala delle parti centesime che serve proprio a questo scopo.
Il solstizio d'estate capita il 21 giugno, quello d'Inverno il 21/22 dicembre, e l'equinozio di primavera il 21 marzo, come mai quello d'autunno arriva di 23 a settembre?
Oltre al fatto che non tutti i mesi hanno la stessa durata, va anche notato che le stesse stagioni hanno durate differenti. In particolare l'estate, quella del nostro emisfero nord, è la più lunga con 94 giorni. Questo avviene a causa della seconda legge di Keplero, per cui la Terra viaggia più lentamente quando si trova più lontano dal Sole, e questo accade nei giorni attorno al 4 luglio, che capitano proprio in estate. La maggiore lontananza consiste in 3 milioni di km in più della distanza media che è 150 milioni di km. Poiché il Sole è più alto e sta più a lungo sull'orizzonte, anche se poco più lontano scalda molto di più che d'inverno quando è più vicino (4 gennaio), ma fortemente schermato dalla nostra atmosfera. Quindi, proprio il 23 settembre, il Sole si avvia ad attraversare la linea dell'equatore per immergersi nell'emisfero australe, ma la sua permanenza lì sarà più breve di quella che è stata e sarà quella nell'emisfero boreale. Autunno e inverno (180 giorni) finiranno prima di quanto non duri la coppia primavera-estate (186 giorni).
Qual è il ruolo di questa meridiana nel rapporto scienza-fede?
La meridiana di Santa Maria degli Angeli segue di mezzo secolo quella di Cassini nella basilica di San Petronio a Bologna. Fu costruita 70 anni dopo il caso Galileo e voluta fortemente dal Papa Clemente XI, che aveva celebrato la prima messa proprio a Santa Maria degli Angeli il 6 ottobre 1700, pochi giorni prima della sua elezione a Sommo Pontefice. Egli si informava spesso della meridiana e la inaugurò proprio il 6 ottobre 1702, festa di San Bruno e fondatore dei Certosini, che tenevano la basilica. Senza un così forte legame tra il Papa e la basilica questo splendido strumento non si sarebbe potuto realizzare in così breve tempo. La meridiana serviva a confermare i parametri su cui era basato il calendario gregoriano, a misurare la lenta variazione secolare dell’inclinazione dell’asse terrestre sul piano della sua orbita e, implicitamente, a dirimere tra il sistema tolemaico e quello copernicano-kepleriano quanto al moto del Sole.
Dunque un rapporto di apertura della Chiesa nei confronti della scienza?
Direi proprio di sì, in quei tempi la maggior parte degli scienziati erano uomini di Chiesa tra l’altro. Ma non vedo discontinuità tra un Pio XII che raccomanda la prosecuzione degli studi archeologici sotto la basilica di San Pietro, anche col rischio di non trovare nulla che confermasse il culto della tomba dell’Apostolo, e Clemente XI che 250 anni prima promouove la costruzione di un vero e proprio osservatorio astronomico dentro la chiesa che fu l’ultima opera di Michelangelo come architetto, pur con la certezza di provare che il sistema eliocentrico era migliore di quello geocentrico.
20 settembre 2007