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Arte: Un inedito del Guercino a Palazzo Spada

Esposto il ritratto del Cardinale Bernardino Spada, il dipinto uscito dall'ombra nella quale era stato relegato per più di tre secoli di Francesca Romana Cicero

Una nuova emozione artistica da condividere, un lodevole esempio di collaborazione tra pubblico e privato, un’occasione di studio: un inedito ritratto del Cardinale Bernardino Spada eseguito dal Guercino, è esposto, grazie alla cortese concessione del collezionista romano, Fabiano Forti Bernini, che l’ha acquistato nel 2007 sul mercato antiquario di New York, presso la Galleria Spada, sua sede “naturale”. Uscito dall’ombra nella quale era stato relegato per più di tre secoli, ignorato dalle cronache e dalla letteratura coeva e tarda, il dipinto apparteneva ad una principessa polacca, costretta ad esiliare negli Stati Uniti a causa dell’occupazione nazista.

Presumibilmente eseguito tra il 1629 e il 1631, anni durante i quali si era rafforzato il rapporto tra il committente e l’artista, il ritratto commemorativo – le cui indagini diagnostiche rilevano inesistenti decurtazioni rispetto all’immagine visibile, ma taluni cambiamenti nell’impianto di realizzazione dell’opera - è di dimensioni inferiori rispetto a quello omologo del Guercino e di Guido Reni, che lo ritrae, secondo il decoro dell’epoca, nell’atto di scrivere una lettera al Papa. Rispetto a questi dipinti istituzionali, con i quali dovuto è il confronto, favorito dall’esposizione al pubblico nella stessa sala, sebbene sia ossequioso nei riguardi dell’insigne prelato - di cui il fine ingegno, l’acume nelle relazioni diplomatiche e l’amore delle belle arti e delle scienze, sono ampiamente documentate-, sebbene sia perfetto e compiuto artisticamente, il ritratto inedito appare tuttavia come una sorta di studio preparatorio a quello ufficiale, eseguito nel 1631. Raffigurato a distanza più ravvicinata, in esso il Cardinale evidenzia un’espressione più amabile e compiaciuta, “partecipe di un clima d’umana cordialità” (Strinati), accentuata dall’intensa profondità delle pupille scure. Omesso è il particolare della pianta a stella a 8 punte. Pianta, nelle mani del porporato, che allude al progetto della fortezza urbana, sita nei pressi di Castelfranco Emilia, di cui il Cardinale sovrintese la costruzione voluta da Papa Urbano VIII in difesa della frontiera nord-ovest, al confine tra la Legazione di Bologna (appartenente allo stato pontificio) e il ducato di Modena. Le ragioni che indussero il Guercino a ritrarre due volte il Cardinale nella stessa posa sono ancora da chiarire, ma la mancanza del particolare della pianta sembra confermare l’ipotesi dello studio. Studio che il Cardinale, dopo la realizzazione del ritratto ufficiale, ha verosimilmente donato all'artista in segno d’amicizia.

Il confronto di quest’inedito dalle sembianze più umane si estende anche ad altri ritratti del Cardinale e della sua famiglia, tra cui quello del padre, Paolo Spada, eseguito dal Domenichino. Nella stessa Galleria, gradevole esempio di quadreria antica seicentesca, dove i dipinti disposti sulle pareti in file successive, s’integrano ed armonizzano con un apparato di arredi, mobili e sculture antiche e moderne, appartenenti alla collezione del cardinale, è esposto anche il dipinto del Guercino “Morte di Didone”, ispirato al IV libro dell’Eneide quando, fallito ogni tentativo di convincere Enea a non partire, Didone chiese alla sorella Anna di preparare un rogo nel cortile del palazzo per bruciare le cose del suo amato. Rogo sul quale, non appena vide partire le navi troiane, si gettò trafiggendosi con la spada di Enea. L’opera, che doveva mostrare alla corte di Maria de' Medici la bravura del pittore, venne acquistata dal porporato, dopo che la Regina di Francia dovette rifugiarsi in Belgio per motivi politici.

Ricomposta dopo gli eventi della Seconda Guerra mondiale, la Galleria, nota più ai turisti che ai romani, conserva anche opere del Baciccia, di Orazio Gentileschi e così via. Vari i soggetti iconografici rappresentati, dalle scene religiose a quelle mitologiche, dai ritratti ai paesaggi, dalle scene di genere alle nature morte, con diversità di scuole pittoriche rappresentate. In occasione della mostra temporanea è esposto anche un modello di abito cardinalizio, omaggio all’antico ‘padrone di casa’ e committente. Inclusa nel biglietto la visita guidata alla Galleria Prospettica del cortile interno commissionata al Borromini, la cui profondità illusoria suggerita è di oltre 30 metri rispetto a quella reale corrispondente a circa 9 metri. Illusorietà prospettica determinata dall'inclinazione convergente di pavimenti e soffitti.

Un inedito del Guercino, Ritratti allo specchio del cardinale Bernardino Spada c/o la Galleria Spada, Piazza Capodiferro, 13 (nelle adiacenze di Piazza Campo de’ fiori). Orario: da martedì a domenica ore 8.30-19.30. Chiuso il lunedì. Biglietto: euro 5,00. Catalogo: Gebart euro 10,00, a cura di Maria Lucrezia Vicini, direttrice della Galleria. Informazioni: tel. 06.6861158.

27 maggio 2008



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