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In diocesi: Fraternità di San Carlo, quattro nuovi sacerdoti

L' ordinazione da parte dell'arcivescovo Piacenza a Santa Maria Maggiore. Il carisma di Comunione e liberazione nelle loro testimonianze di Ilaria Mulè




La fraternità sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo è in festa. Sabato 21 l'arcivescovo Mauro Piacenza, segretario della Congregazione per il clero, presiederà l’ordinazione di quattro nuovi sacerdoti. Circondati dalla preziosità e monumentalità dei colonnati, degli affreschi e dei mosaici, Accursio Ciaccio, Stefano Don, Gabriele Foti e Franco Soma percorreranno la navata centrale della basilica papale di Santa Maria Maggiore rispondendo con la vita alla sequela di Cristo. Il loro è un invio missionario, secondo il carisma di Comunione e Liberazione.

Don Accursio, 32 anni, milanese d’origine, è già dallo scorso agosto come diacono ad Attleboro, nella periferia di Boston (Usa). Vuole portare nel Massachusetts, nella parrocchia di Saint Joseph, quel che ha imparato da don Giussani: l’entusiasmo per il creato, l’indagine sul perché delle cose, la prontezza della ragione e la verità del cuore. Infatti afferma: «Missione per me significa far capire l’unità tra la vita di fede e la vita quotidiana a gente che magari va a Messa la domenica, ma non è abituata a chiedersi le ragioni per cui lo fa». Anche il mito americano può avere bisogno di integrazioni evangeliche: ecco il valore della testimonianza.

«Il nostro compito principale qui è l’educazione - racconta - perché il rischio è di trovarsi con una società protestante e moralistica, attenta magari alla forma, ma non al senso della vita».

Anche don Stefano, nato 33 anni fa a Tricesimo, in provincia di Udine, che diventerà viceparroco di Santa Maria del Rosario ai Martiri Portuensi, si pone la questione educativa come prioritaria: «Il lavoro più difficile è quello con i ragazzi delle superiori, un’età critica - sottolinea -, perché spesso si allontanano dalla Chiesa».

Laureato in ingegneria a 24 anni, don Gabriele lavorerà nella sede della Fraternità. Non andrà in capo al mondo, resterà a Roma. «Il compito di chi consacra la vita a Dio è stare con lui», dice. La totalità del rapporto con Dio diventa totalità nelle relazioni con il prossimo.

Don Franco, 29 anni, invece andrà a Washington e sarà un amico per tutti: «Essere missionario per me significa essere vicino alle persone, far loro compagnia, portando il loro destino. E questo è veramente una grazia». Con loro saranno ordinati diaconi Daniele Dizione e Pietro Rossotti.

19 giugno 2008



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