"I nuovi luoghi educativi in parrocchia" è il progetto che prevede sostegno economico per la ristrutturazione o la costruzione di impianti che facilitino la socializzazione e il dialogo tra i ragazzi di Daniele Piccini
Non semplici “cash&carry” dell’attività fisica, ma autentici luoghi di incontro e di formazione. Questa è la funzione educativa che la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport intende restituire agli impianti sportivi degli oratori parrocchiali con il progetto “I nuovi luoghi educativi in parrocchia”. Aspettando lo start della maratona “Correre sulle orme di San Paolo”, in programma a giugno del 2009, la Fondazione, ispirata al messaggio pastorale di Papa Wojtyla, in collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo (Ics), vara un programma di sostegno all’impiantistica sportiva parrocchiale, dedicando una particolare attenzione a quegli spazi architettonici specificamente destinati al dialogo e allo stare insieme.
Finora l’unica via possibile per i parroci intenzionati a costruire o restaurare l’impianto sportivo della propria parrocchia era ricorrere al mutuo bancario o al credito dell’Ics. Nessuna struttura intermedia supervisionava la bontà del progetto e la sua funzionalità a diventare “luogo educativo”. Questa lacuna, che rischierebbe di degradare le parrocchie ad attrezzati supermarket del fitness, verrà colmata dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport. In una prima fase la Fondazione valuterà il progetto presentato dalla parrocchia, considerando le possibilità del campo sportivo polivalente di offrire spazi per comunicare, ascoltare e crescere insieme. Solo se il nuovo progetto risultasse in regola con i parametri dell’educazione e della formazione, la Fondazione solleciterà un finanziamento da parte dell’Ics. «Siamo pronti a partire già da lunedì (oggi, ndr) - ha detto Andrea Cardinaletti, presidente dell’Ics, alla conferenza stampa di presentazione del progetto, tenutasi sabato mattina presso la mostra-convegno Sevicol - se il progetto soddisfa davvero le necessità del territorio, aderisce a criteri di socialità e formazione e tiene in conto anche le necessità dei ragazzi disabili, che sono circa il 4,5% della popolazione, possiamo concedere il finanziamento in tempi brevissimi, in poco più di un mese».
«L’obiettivo della Fondazione - ha spiegato il presidente Edio Costantini - è fare da “collante” per un “patto di alleanza” tra le diverse agenzie educative, famiglia, scuola, associazioni e territorio, affinché le parrocchie possano dotarsi di luoghi accoglienti per i ragazzi. La Fondazione farà in modo che i singoli progetti di impiantistica sportiva presentati dalle parrocchie, possano accedere facilmente ai finanziamenti attraverso il nostro partner e socio, l’Istituto per il credito sportivo». Consapevole dell’insufficienza del solo impianto sportivo per la costruzione di un luogo educativo, la Fondazione, avvalendosi della collaborazione dello Studio Ghiretti e dell’Ics, “arruolerà”, laddove necessario, dei formatori che educhino, attraverso appositi corsi, i responsabili parrocchiali alla gestione dell’impianto sportivo e delle relative attività per i ragazzi. «Metteremo a disposizione delle parrocchie - conclude Costantini - scuole di formazione permanente per preparare educatori e personale alla gestione delle strutture, senza dimenticare il contatto con i ragazzi, con i loro genitori e con quanti vorranno sentirsi parte di questo progetto. In Italia mancano almeno altri 50.000 nuovi educatori».
La Fondazione raggiungerà presto le parrocchie comunicando la propria disponibilità a collaborare insieme per la promozione di spazi dove, oltre all’attività fisica, sia possibile assorbire i valori etici dello sport in un clima di ascolto e di confronto con gli altri. Perché - come ha sottolineato padre Kevin Lixey, direttore della sezione Chiesa e sport del Pontificio consiglio per i laici, citando una frase di Giovanni Paolo II - «Se lo sport è vissuto cristianamente è capace di cambiare il mondo».
20 ottobre 2...