La visita del Papa a San Lorenzo fuori le Mura. Il ricordo del «gesto generoso» di Pio XII: all'indomani del bombardamento del 1943, accorse nel quartiere di Graziella Melina
La grandine, che domenica di prima mattina aveva ricoperto tutta la capitale, comincia ormai a sciogliersi. Ma i pellegrini, sopraggiunti a passo svelto davanti alla basilica di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano, neanche ci fanno caso. Si sono svegliati all’alba per arrivare a Roma da varie parti d’Italia per i 1750 anni dal martirio di San Lorenzo e ora hanno solo premura di poter entrare nella basilica. I più fortunati riescono persino a prendere posto, in attesa che inizi la celebrazione. Molti altri aspettano ancora in coda, lungo le transenne. In silenzio. Fino a quando, all’arrivo di Benedetto XVI, e al grido di “Viva il Papa!”, tutti si sciolgono in un forte applauso.
«Sono venuto a celebrare quest’oggi la santa Eucaristia per unirmi a voi» nel rendere omaggio a San Lorenzo «in una circostanza quanto mai singolare in occasione dell’Anno Giubilare Laurentiano», dice il Pontefice durante l’omelia. «La storia – aggiunge – ci conferma quanto sia glorioso il nome di questo Santo, presso il cui sepolcro siamo riuniti. La sua sollecitudine per i poveri, il generoso servizio che rese alla Chiesa di Roma nel settore dell’assistenza e della carità, la fedeltà al Papa, da lui spinta al punto di volerlo seguire nella prova suprema del martirio e l’eroica testimonianza del sangue, resa solo pochi giorni dopo, sono fatti universalmente noti».
«Cade quest’anno –ricorda poi Benedetto XVI – il 50° anniversario della morte del Servo di Dio, Papa Pio XII, e questo ci richiama alla memoria un evento particolarmente drammatico nella storia plurisecolare della vostra basilica, verificatosi durante il secondo conflitto mondiale, quando, esattamente il 19 luglio 1943, un violento bombardamento inflisse danni gravissimi all’edificio e a tutto il quartiere, seminando morte e distruzione. Non potrà mai essere cancellato dalla memoria della storia – dichiara il Pontefice – il gesto generoso compiuto in quella occasione da quel mio venerato predecessore, che corse immediatamente a soccorrere e consolare la popolazione duramente colpita, tra le macerie ancora fumanti».
Quindi, riferendosi alle spoglie di Papa Pio IX e a quelle di Alcide De Gasperi, custodite a San Lorenzo fuori le Mura: «Non dimentico inoltre che questa stessa Basilica – prosegue – accoglie le urne di due altre grandi personalità: nell’ipogeo infatti sono poste alla venerazione dei fedeli le spoglie mortali del beato Pio IX, mentre, nell’atrio, è collocata la tomba di Alcide De Gasperi, guida saggia ed equilibrata per l’Italia nei difficili anni della ricostruzione post-bellica e, al tempo stesso, insigne statista capace di guardare all’Europa con un’ampia visione cristiana».
L’attenzione del Pontefice passa quindi alle attività della parrocchia. «Ho appreso con piacere che da qualche anno è qui ospitato il "laboratorio missionario diocesano" per educare le comunità parrocchiali alla coscienza missionaria, e mi unisco volentieri a voi – aggiunge – nell’auspicare che questa iniziativa della nostra diocesi contribuisca a suscitare una coraggiosa azione pastorale missionaria, che porti l’annuncio dell’amore misericordioso di Dio in ogni angolo di Roma, coinvolgendo principalmente i giovani e le famiglie». Quindi, una preghiera: «Dio – implora – aiutaci a vincere le violenze di queste settimane».
Ad accogliere il Papa, il cardinale Agostino Vallini, vicario per la diocesi di Roma, il vicegerente Luigi Moretti, abate commendatario di San Lorenzo, e il vescovo ausiliare Enzo Dieci. A rappresentare l’ordine francescano dei frati minori cappuccini, ai quali è affidata la parrocchia, padre Mauro Jöhri, ministro generale, il superiore della comunità padre Frumenzio De Donato, e il parroco padre Bruno Mustacchio.
Nella basilica, tanti i gruppi di pellegrini. Alcuni arrivano da Amaseno, nel frusinate, accompagnati dal sindaco, Giannantonio Boni. «Abbiamo voluto festeggiare qui la conclusione dell’anno laurenziano. Non potevamo mancare». Accanto a loro, altri fedeli, che arrivano da Lorenzello, un paesino in provincia di Benevento: «Siamo qui per testimoniare la nostra devozione a San Lorenzo», racconta Alfonso Tortora. «È stata una celebrazione bellissima, emozionante», gli fa eco poco più in là Maria Grazia Farina, di Fisciano (Salerno). E sempre dalla stessa provincia, arriva un altro gruppo di fedeli, accompagnati dal parroco, don Bonaventura Guerra. «Noi veniamo da Scala. Per noi è stata un’esperienza molto forte partecipare a questa celebrazione. Volevamo chiudere l’anno con fraternità», ammette Alfonsina Amato.
Dopo la celebrazione, la piazza del Verano si riempie di nuovo. Tutti vogliono salutare ancora Benedetto XVI. Prima che vada via. Un gruppo di circa 40 persone tiene in alto un cartello. Ci tengono che il Papa li veda. Sono della diocesi di Novara. Appartengono a varie parrocchie. Tra di loro, una signora si fa avanti e precisa: «Noi siamo di Morca, in provincia di Vercelli. La nostra è la parrocchia più piccola. Siamo 80 abitanti. Per noi oggi è la festa di tutti». Altri due fedeli si staccano dal loro gruppo e si presentano. «Noi invece veniamo da Monte San Giovanni Campano, in provincia di Frosinone – spiegano Lanfranco Borselli e Pasquale Palombi –. Il Papa è venuto nella nostra comunità quando ancora era cardinale. È stata una bellissima emozione rivederlo oggi».
Nella piazza antistante la basilica, qualche rappresentante della diocesi di San Miniato si fa spazio tra la folla. Tra di loro l’associazione usiglianese “I battitori di grano”: «Siamo partiti stamattina presto, abbiamo affrontato la grandine, ma San Lorenzo ci ha fatto la grazia e siamo arrivati sani e salvi», raccontano. I più mattinieri di tutti, però, sono stati un decina di ragazzi tredicenni della parrocchia di San Lorenzo Martire di Caposele, in provincia di Avellino. Sono partiti alle 2 e mezza del mattino. Per nulla assonnati, aspettano anche loro di salutare ancora il Papa, mentre va via. E ora non avete sonno? «Macché – risponde sorridendo la catechista, Lorenza di Lauro – loro sono pellegrini convinti!».
1 dicembre 2008