Approvata la misura dal Consiglio regionale: un sussidio di 530 euro al mese per chi è senza lavoro e per i precari. Ne dovrebbero beneficiare più di 20mila persone. Copertura di 20 milioni di euro di G. R.
Uno "stipendio" mensile di 530 euro per i disoccupati e i precari. Mentre si discute del provvedimento a livello nazionale, la Regione Lazio gioca d’anticipo: il Consiglio regionale ha infatti approvato ieri (4 marzo 2009) la legge sul “Reddito minimo di cittadinanza”, destinato a chi risiede nel territorio e percepisce meno di 7mila euro annui. Previsti, inoltre, sconti e agevolazioni per servizi culturali e sportivi. Per il 2009 sono stati stanziati 20 milioni di euro, e i primi assegni potrebbero arrivare già nei prossimi mesi. Ma si spera di replicare anche in futuro: la Giunta regionale individuerà ogni anno, con un regolamento, i criteri per stilare la graduatoria dei beneficiari. Per il 2009 dovrebbero essere circa 20mila persone; ai primi posti donne e precari, le due categorie più colpite dalla crisi economica.
«Siamo la prima grande regione italiana – commenta il presidente Piero Marrazzo – che si dota di uno strumento fondamentale che non ha nulla a che fare con la vecchia logica assistenzialista. Portiamo nella nostra regione un modello di tutela presente in tutti i paesi europei più avanzati: dalla Francia all’Austria, Belgio, Olanda fino ai Paesi scandinavi e anglosassoni». Insomma, non vengono lasciati «soli lavoratori, famiglie e imprese in un momento di eccezionale crisi». Aggiunge infatti Marrazzo: «I dati del Pil 2008 ci riportano indietro alla crisi petrolifera di 30 anni fa e nel 2009 la stima è che 50mila persone rischino il posto di lavoro nel Lazio. Per questo si deve intervenire con misure straordinarie: il nostro obiettivo è di raggiungere 20mila cittadini fino ad oggi privi di tutele sociali».
L’assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi, intanto, chiarisce che, per ottenere il “reddito minimo di cittadinanza”, è necessario fare prima richiesta al Comune di appartenenza. «Il primo assegno – spiega – arriverà nei conti dei destinatari un mese dopo la chiusura delle graduatorie provinciali».
5 marzo 2009