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Terremoto in Abruzzo: Da Torre Spaccata a Scoppito, aiuti e sorrisi

La parrocchia di Santa Maria Regina Mundi ha raccolto oltre 4mila euro e beni di prima necessità per le persone costrette nelle tendopoli. Presto una struttura in legno che sia scuola e ludoteca di Graziella Melina

In sole due domeniche hanno raccolto oltre 4mila euro. È bastato un appello del parroco di Santa Maria Regina Mundi, padre Lucio Maria Zappatore, dopo il terremoto del 6 aprile, e la comunità di Torre Spaccata si è data subito da fare per i terremotati abruzzesi, donando pure generi alimentari e beni di prima necessità (coperte, sacchi a pelo, cuscini, indumenti).

«Cerchiamo di realizzare qualcosa di concreto per gli abruzzesi di Torre Spaccata», spiega il padre carmelitano. In questo quartiere, alla periferia est di Roma, ci sono infatti interi palazzi abitati da poliziotti, carabinieri, ferrovieri, per lo più emigrati dal sud e dall’Abruzzo. Alcuni abruzzesi, poi, sono tornati a vivere nel loro paese d’origine. «Per il momento - spiega padre Zappatore - abbiamo individuato una decina di famiglie sfollate. Hanno bisogno di tutto». Ma c’è anche qualche abruzzese che ha messo a disposizione la propria casa. Come Lara, una ragazza che da qualche anno è tornata a vivere in Abruzzo insieme alla famiglia. «A Teora, nel suo agriturismo e in una tendopoli intorno alla casa - racconta padre Zappatore - Lara ora sta ospitando circa 40 persone sfollate dal centro dell’Aquila».

Due volte a settimane, poi, vanno in Abruzzo un paio di operatori della parrocchia, ascoltano le richieste dei terremotati e «segnano sul taccuino tutto quello che può servire». E così a Scoppito, per esempio, dove c’è una casa per anziani, è stato mandato materiale di prima necessità: detersivi, pannoloni, fette biscottate, zucchero. A Civita di Bagno, invece, hanno offerto al parroco di San Raniero, «tutto il necessario per celebrare la Messa, visto che la chiesa è ormai inagibile». E poi con una parte dei soldi raccolti, («una bella somma – osserva padre Zappatore – se si considera che il quartiere è nato nel 1961 e tutti i primi assegnatari sono perciò ultraottantenni, mentre i figli sposati sono andati a vivere fuori»), la comunità parrocchiale, d’accordo con l’amministrazione locale e con la Protezione civile, si sta attivando per far costruire una struttura prefabbricata in legno, che possa servire da scuola, dopo scuola, biblioteca, e ludoteca per i tanti bambini sfollati del campo.

Intanto, si raccolgono anche le adesioni per i volontari che vorranno andare ad animare le attività e a portare aiuti e soccorsi. «Al momento abbiamo inviato 4 persone – racconta Vincenzo Fiermonte, responsabile della Caritas parrocchiale e presidente dell’associazione “Camminare insieme” –. Si tratta di operatori abilitati e formati per dare aiuto ai terremotati. Ora stiamo sensibilizzando una ventina di persone, per lo più giovani, per il dopo terremoto: attiveremo una formazione specifica di volontari per il primo soccorso (psicologia di massa e dell’emergenza), andremo presso le parrocchie, daremo la disponibilità per l’animazione. E poi ci stiamo organizzando per l’attrezzatura sanitaria. Abbiamo una vecchia ambulanza che potrà fungere da laboratorio mobile».

E per mantenere sempre alta l’attenzione della comunità verso i terremotati, in chiesa, conclude il parroco, «abbiamo attaccato una bacheca con le fotografie dei nostri amici abruzzesi». Per gli aggiornamenti sui progetti in corso o per dare la propria disponibilità a collaborare, si può consultare il sito www.mariareginamundi.org.

6 maggio 2009



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