I vespri del Papa con gli universitari. La celebrazione nella basilica di San Pietro ha aperto la novena di preparazione al Natale di Claudio Tanturri
Il convegno sulla cooperazione tra atenei di Cla. Tan.
La celebrazione dei vespri del Papa con gli universitari di Roma che, ieri pomeriggio (17 dicembre 2009) nella basilica di San Pietro in Vaticano, ha aperto la novena di preparazione al Natale è stata caratterizzata da una domanda: «Quale Sapienza nasce a Betlemme?». L’ha posta Benedetto XVI ai tantissimi studenti e docenti partecipanti alla liturgia.
«Quella che nasce a Betlemme - ha subito risposto il Pontefice - è la sapienza di Dio. Una sapienza che ha assunto un volto umano, il volto di Gesù». E questa identificazione della «Sapienza divina, cioè il Logos eterno, con l’uomo Gesù di Nazaret e con la sua storia è il paradosso cristiano», che trova soluzione solo «nella parola "Amore", scritta naturalmente con la "A" maiuscola trattandosi di un amore che supera infinitamente le dimensioni umane e storiche». Ma questa «Sapienza», ha domandato ancora il Pontefice, le cui «tracce» si possono cogliere «nelle particelle elementari e nei versi dei poeti; nei codici giuridici e negli avvenimenti della storia; nelle opere artistiche e nelle espressioni matematiche», chi l’ha «riconosciuta e adorata quando è nata?». «Non dottori della legge, scribi o sapienti - ha sottolineato -, ma Maria, Giuseppe e i pastori». Un fatto, ha concluso il Papa, che invita tutti noi a mantenere sempre «un animo da "piccoli", uno spirito umile e semplice», anche nell’atto di «approfondire le conoscenze, come Maria, la "Sede della Sapienza"».
E proprio l’icona di Maria Sedes Sapientiae, al termine della celebrazione è stata consegnata dalla delegazione australiana a quella africana. «Un piccolo segno del grande progetto di creare un nuovo ponte della conoscenza tra Roma e l’Africa», ha spiegato Angelica Tiozzo, studentessa dell’Università di Roma Foro Italico, che ha letto un messaggio di saluto al Papa a nome degli studenti della Capitale. Il Pontefice da parte sua ha salutato la consegna affidando «alla Vergine Santa tutti gli universitari del continente africano e l’impegno di cooperazione che si va sviluppando tra gli atenei di Roma e quelli africani».
«Assidue ed efficaci forme di sostegno concreto all’Africa e allo sviluppo delle università africane», di cui ha parlato anche Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’indirizzo d’omaggio rivolto a Benedetto XVI prima dei vespri. Ornaghi ha inoltre espresso al Pontefice, una «dichiarazione di impegno a un nuovo slancio creativo, consapevole e coraggioso» dell’università. «Lo esigono - ha sottolineato - i moltiplicati luoghi dove la ricerca scientifica perderebbe il suo senso e potrebbe diventare pericolosa senza l’amicizia della sapienza. Lo esige, in particolare, l’idea alta di università, che non è ancora sfiorita, ma che tocca a ognuno di noi custodire, promuovere, diffondere».
18 dicembre 2009