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Orizzonti: Da villa in disuso a casa famiglia

Sull'Ardeatina, in una tenuta di 120 ettari della Società San Paolo nascerà un villaggio solidale grazie al lavoro della Fondazione Talenti. Per anni ha ospitato religiosi, poi è stata inutilizzata da Redattore Sociale

Per le mamme in difficoltà, senza una casa o un lavoro, aprirà presto a Roma una nuova casa famiglia immersa nel verde. Sull’Ardeatina, al km 13,5, c’è una villa in una tenuta di 120 ettari. È vuota, ma ancora per poco. È di proprietà della Società San Paolo. Una quarantina di anni fa era una grande risorsa per i religiosi, ma col tempo la struttura è diventata del tutto inutilizzata. Grazie al lavoro della Fondazione Talenti, una realtà nata dall'incontro della Conferenza italiana dei superiori maggiori (Cism) con l'Unione delle superiore maggiori d'Italia (Usmi), assieme al Consorzio nazionale della cooperazione sociale Cgm, al gruppo bancario Intesa San Paolo e alla Fondazione Cariplo, la villa si riempirà presto di grida di bambini e non solo.

La mission della Fondazione, infatti, è quella di promuovere l'uso sociale di beni in disuso appartenenti a congregazioni e ordini religiosi accompagnandoli in progetti per destinare gli immobili ad iniziative di carattere sociale. Circondata da pini marittimi, ulivi, vigneti e prati, non è difficile immaginare che una villa del genere possa trasformarsi in un centro sportivo, un agriturismo o venga acquistato il terreno per edificarci. Proposte di questo genere non sono mancate, ma alla sola opportunità economica, è prevalsa la volontà di destinare la proprietà ad un uso sociale, mettendo a disposizione i propri “talenti”. «Negli anni Sessanta era stata acquistata dalla Società San Paolo ed era poi diventata una grande risorsa per tutti i religiosi del nostro ordine nel comprensorio romano: circa cinquecento persone – racconta don Paolo Epidotti, economo della Società per la Provincia italiana –. Nella villa abitava, fino a una decina di anni fa, un gruppo di confratelli. Poi seguire l’azienda agricola al solo scopo di provvedere all’autoconsumo del comprensorio è diventato troppo oneroso». Di qui la necessità di trovare una soluzione che allo stesso tempo coniugasse esigenze e valori.

«È vero – aggiunge don Epidotti – che bisogna mettere a rendita le cose che si possiedono, ma in un’ottica diversa. Non vogliamo fare speculazioni, ci interessano soluzioni di solidarietà sostenibile». La proposta della Società San Paolo, grazie al lavoro della Fondazione, si è incontrata con le esigenze di una neonata cooperativa. Nata da un’associazione composta da un gruppo di coppie di diversi movimenti ecclesiali, la Cooperativa Nuova Arca ha avviato servizi e reti di sostegno per le mamme sole con figli, avviando varie attività per l’inserimento lavorativo, la formazione e l’educazione dei figli. Una realtà che nel tempo è cresciuta e facendo emergere l’esigenza di una sede adeguata per una casa famiglia.

Il progetto, tuttavia, dalla proposta iniziale ha conosciuto ulteriori ed interessanti sviluppi. Nella tenuta, infatti, verrà realizzato un grande villaggio solidale che ospiterà oltre alla casa famiglia anche un centro semiresidenziale e di riabilitazione per disabili, un agriturismo sociale con servizi dedicati alle famiglie con ragazzi disabili, attività ricettive, iniziative agricole e laboratori che offriranno alle mamme della comunità occasioni di lavoro. In questi mesi la Nuova Arca ha completato i lavori necessari ad adeguare la villa alle esigenze di una casa famiglia; ha avviato l’orto, che fornirà cibo alla comunità, ma soprattutto un po’ di lavoro e qualche iniziale risorsa; ha dato vita ad iniziative collaterali che stanno collocando la struttura di accoglienza, e il più ampio progetto del villaggio solidale, al centro di una importante rete di sostegno e di solidarietà. «Quello che ci ha convinto della proposta – racconta don Paolo Epidotti – è il fatto che diamo vita a qualcosa che è aperto al futuro. Non ci siamo limitati a concedere l’uso di una nostra proprietà, ma ci saranno forme di collaborazione per portare a buon fine il progetto più grande».

27 gennaio 2010



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