Delle 169 strutture della provincia censite dal Centro di orientamento all'accoglienza il 70% accoglie vittime di abusi, il 24% sieropositivi. Dieci le case famiglia di tipo terapeutico da Redattore Sociale
Sono 169 le strutture per minori tra 0 e 18 anni presenti a Roma e provincia. Il dato emerge da una rilevazione effettuata dal Centro di orientamento all’accoglienza, gestito dal 2003 dall’associazione Opera Ronconi Pennesi con finanziamento della Provincia di Roma. «Non abbiamo una rilevazione precisa sul numero dei minori ospiti – spiega la responsabile del centro Arianna Siccardi – ma per avere una stima potremmo moltiplicare le 169 strutture per 8, che rappresenta per difetto il numero di posti previsto per ciascuna struttura». In base a questo calcolo, dunque, è possibile dire che nella città di Roma e provincia ci siano circa 1.350 i minori che vivono fuori dalla famiglia.
Sempre secondo l’indagine del Centro di orientamento all’accoglienza dei 169 gruppi appartamento, centri di prima accoglienza, case famiglia e strutture terapeutiche censite al 31 dicembre 2009, 112 (66%) sono situate nella città di Roma e 57 (34%) nei vari comuni della provincia. Inoltre, 30 strutture (18%) accolgono esclusivamente minori di sesso maschile, 29 (17%) ospitano minori di sesso femminile e 110 (65%) danno ospitalità a minori di entrambi i sessi. Più complesso definire quanti anni hanno i minori accolti dalle diverse strutture anche perché non sempre le strutture accolgono bambini e ragazzi della stessa fascia di età. Tuttavia, i dati raccolti mostrano che 29 strutture (17%) ospitano minori tra 0 e 10 anni e 55 (33%) hanno una fascia di accoglienza che varia tra gli 11 e i 18.
Dall’indagine emerge poi che 119 strutture (70%) dichiarano di accogliere anche minori vittime di abusi, 41 (24%) minori sieropositivi, 40 (24%) minori provenienti dal circuito penale minorile, 37 (22%) minori con problematiche legate all'abuso di sostanze, 32 (19%) vittime di tratta e prostituzione. Sono, invece, 10 le strutture (6%) che si possono definire di tipo terapeutico (si occupano cioè di disagi conclamati della sfera psicologica), anche se ben 26 (15%) dichiarano di accogliere anche minori con patologia psichiatrica in esordio, gravi problemi comportamentali e ritardo cognitivo. Un altro dato significativo riguarda le strutture che accolgono minori con disabilità fisica. Attualmente solo 33 (19,5%) sono attrezzate ad accogliere ragazzi con grave handicap fisico, mentre la quasi totalità (83%) ha provveduto o sta provvedendo (5%) all'adeguamento strutturale. Rimane un 12% (21 strutture) che non ha provveduto, e di queste alcune cambieranno sede, altre dichiarano di non poter provvedere all'abbattimento delle barriere per motivi architettonici.
Quanto ai gestori, sono 68 (40% dei casi) gli enti religiosi, 42 (25%) le cooperative sociali, 35 (21%) le associazioni di varia natura e 12 le fondazioni (7%), mentre i restanti 12 risultano Ipab, enti morali, associazioni di volontariato o strutture gestite direttamente dalla provincia o dalle Asl.
9 marzo 2010