Nella parrocchia di Santa Maddalena di Canossa un percorso sulla formazione con genitori, insegnanti e operatori pastorali. Il via con Ernesto Diaco, vice responsabile del Servizio nazionale per il Progetto Culturale di Gabriella Fabrizi
Quattro incontri per raggiungere un accordo formativo. Quattro appuntamenti per ascoltare, domandare, proporre e riflettere sulle diverse esigenze educative che la società contemporanea pone come sfida a genitori, insegnanti e operatori pastorali. Nella parrocchia di Santa Maddalena di Canossa, a Ottavia, questo percorso inizia domani, 12 marzo, alle 19, insieme al professor Ernesto Diaco, vice responsabile del Servizo nazionale per il Progetto Culturale della Conferenza episcopale italiana. «Dall'analisi fatta con le catechiste ci siamo accorti che spesso la disaffezione dei ragazzi del post-cresima non dipende dai giovani ma dai genitori, che normalmente delegano alla parrocchia la formazione catechistica al solo fine sacramentale», spiega padre Giuseppe Tarì, vice parroco. «Con una piccola commissione, composta dall'équipe dei responsabili della catechesi e dai genitori dei pochi ragazzi di questa fascia d'età che frequentano la parrocchia, abbiamo individuato come tema per il primo incontro "L'arte educativa nelle sfide dell'oggi"».
Le difficoltà a trovare i giusti tempi e modi per far venir fuori le inclinazioni dei giovani e per continuare nel percorso di formazione personale sono le domande che l'appuntamento di venerdì vuole suscitare in quanti vi parteciperanno. Le risposte che ognuno riuscirà a trovare saranno la base sulla quale si potrà lavorare per rintracciare una collaborazione con l'oratorio parrocchiale. La «sinergia educativa» tra famiglie, oratorio e parrocchia, spiega ancora padre Giuseppe, dovrebbe estendersi anche agli insegnanti di religione delle scuole medie presenti sul territorio, invitati a partecipare.
«Iniziative simili sono molto utili», concorda Ernesto Diaco che ha collaborato alla stesura del libro "La sfida educativa": «Di fronte alle provocazioni dell'educazione, oggi, non possiamo fare da soli. Stringere collaborazioni è certamente d'aiuto». Il professore spiega che una delle maggiori paure e difficoltà che si incontrano è proprio la solitudine. Certo, non basta ascoltare e parlarne. «Occorre che nascano dei progetti - continua Diaco - o che gli incontri favoriscano un ripensamento delle abitudini o convinzioni personali. Spesso le prime cose da cambiare sono dentro di noi».
Già pronta una scaletta degli incontri successivi, anche se non c'è ancora un calendario dettagliato a disposizione. Le tematiche passano dalle aspettative, le ansie e le gioie nel mondo della scuola all'uso e abuso del tempo libero e manipolato. Nel prossimo appuntamento, però, si è pensato di mettere al centro l'accoglienza e la condivisione in famiglia con l'aiuto dell'esperienza di Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle famiglie del Lazio. Non prima di aver verificato le aspettative dei partecipanti a questo primo dibattito.
11 marzo 2010