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In diocesi: Comunione e Liberazione ricorda il fondatore

Il 22 febbraio a S. Maria Maggiore il cardinale Ruini presiede la Messa per l'anniversario della morte di don Giussani (nella foto) di Laura Badaracchi

«Avvertiamo la necessità di rimettere a tema l’educazione, sentita come un’urgenza nel nostro paese. È diffusa l’idea che si sia più liberi non appartenendo a nulla; invece un centro di gravità è necessario». Parla con passione Cinetta D’Antrassi, docente di lettere al Liceo scientifico “Amaldi” di Tor Bella Monaca, raccontando il suo impegno nel diffondere il testo dell’Appello all’educazione che trae ispirazione dal volume “Il rischio educativo” di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. Recentemente riedito, il libro è stato sintetizzato nell’appello, diffuso nei Consigli di facoltà universitari e tra gli insegnanti, tra i genitori e i catechisti. «I contenuti sono condivisi da moltissimi colleghi e famiglie che non fanno parte del nostro Movimento», riferisce Cinetta, che animerà uno dei prossimi incontri sul tema, in programma domenica 26 febbraio alle ore 17.30 presso la parrocchia di Santa Rita.

Le attività e le iniziative di CL nella capitale nascono così: non da una programmazione preordinata a tavolino «ma cogliendo nel presente fatti, questioni, istanze, domande di senso, senza la pretesa di avere la risposta in tasca ma neppure pensando di non avere nulla da dire», spiega don Sandro Bonicalzi, sacerdote dei Missionari di San Carlo Borromeo, dall’ottobre scorso assistente della Fraternità romana di CL e dei membri romani del Movimento, approdato nella Capitale negli anni ’70 e ora presente in tutti i quartieri.

Difficile stimare quanti siano, tra adulti e giovani. Circa 2mila persone seguono i momenti di catechesi settimanali o quindicinali, chiamati “scuola di comunità”: si ritrovano nelle case, nei luoghi di studio e di lavoro, presso i municipi, a riflettere sui testi di don Giussani per condividere «un percorso che parte dalla realtà, conosciuta attraverso la rivelazione di Cristo, incontrato concretamente nella Chiesa», riferisce Cinetta. Un itinerario che accomuna tutti i membri di CL: dalla “Barca di Pietro” (i ragazzi delle scuole medie) a “Gioventù studentesca” (i giovani delle superiori), da “Clu” (Comunione e Liberazione universitari) ai lavoratori, agli aderenti a realtà culturali (come il “Club di Santa Chiara”) o di solidarietà fondate da membri del Movimento, ad esempio l’associazione “Famiglie per l’accoglienza”.

Ma l’importanza della formazione si traduce anche nell’educare perseguendo tre dimensioni fondamentali: la cultura, la carità e la missione. «La dimensione caritativa viene sperimentata da tutti i membri del Movimento non in senso buonistico, ma come stoffa dell’esistenza, guardando la realtà con gli occhi di Gesù ed educandoci a vivere a partire dal dono ricevuto», spiega don Sandro. Riconoscendo il volto di Cristo negli anziani di un ospizio, nei bambini, nei disabili, nel sostegno a distanza a favore di chi vive nei Paesi in via di sviluppo. Oppure nell’aiuto allo studio, gratuito e quotidiano, fornito agli studenti più giovani (anche stranieri, in difficoltà con la lingua italiana) dagli universitari, come testimonia Giuseppe Settembre, neolaureato in Ingegneria informatica alla Sapienza: «Nel periodo degli esami proponiamo di studiare insieme, in piccoli gruppi, per superare la chiusura, l’alienazione, i timori che precedono le prove: circostanze che si vivono non come limite angosciante ma come occasione di crescita e di incontro». In 6 atenei romani sono circa 250 i giovani che partecipano a 8 “scuole di comunità”. Nell’attenzione formativa rientrano anche la sensibilità nei confronti della musica, dell’arte, della lettura, come veicoli della “bellezza” che conduce l’uomo verso la “verità”: ogni mese, ad esempio, ai membri di CL viene proposto un volume da approfondire.

Presenti nella Consulta diocesana per le aggregazioni laicali (che si sta preparando al convegno ecclesiale di Verona), i membri di Comunione e Liberazione collaborano con l’Ufficio per la pastorale degli universitari e all’interno delle parrocchie promuovono incontri, dibattiti, iniziative che hanno sempre come sfondo «la questione educativa: è il cuore del Movimento; la Chiesa ha il compito di educare la persona ad affrontare i problemi», sottolinea don Bonicalzi. «Mandateci in giro nudi, ma lasciateci la libertà di educare», diceva don Giussani.

A un anno dalla sua scomparsa, il fondatore di CL sarà ricordato mercoledì 22 febbraio alle ore 19 nella basilica di Santa Maria Maggiore: il cardinale vicario Camillo Ruini presiederà la concelebrazione eucaristica, nel giorno in cui si celebra anche il 24° anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione. Una realtà in cui è presente, come lievito e fermento, la comunità romana della Fraternità San Carlo, composta da 15 sacerdoti (a cui sono affidate le parrocchie di S. Maria del Rosario di Pompei alla Magliana e S. Maria in Domnica alla Navicella) e circa 40 seminaristi provenienti da tutta Italia. Inoltre, lo “Studium Christi” riunisce circa 30 sacerdoti e religiosi che vivono la loro spiritualità «sostenuti dall’incontro con il Movimento», riferisce don Sandro.

Da segnalare la comunità delle suore di Carità dell’Assunzione, 15 consacrate, che vivono la loro opera rivolta alla famiglia mediante un lavoro domiciliare di assistenza ai malati, ai bambini in difficoltà e agli anziani. E ancora, i “Memores Domini”, circa 80 consacrati laici che vivono in una decina di case testimoniando la fede nel lavoro quotidiano.

16 febbraio 2006



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