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Domenica 21 Dicembre 2014
Famiglia: Bambini e cibo: istruzioni per l'uso

I consigli della pediatra D'Erasmo intervenuta alla casa d'accoglienza Mamre per il ciclo d'incontri sulla genitorialità. Dai 0 ai 5 anni cosa dare da mangiare per una sana e corretta alimentazione di Emanuela Micucci

La frittura ai bambini di un anno? Non fa male e può essere una valida soluzione per i piccoli inappetenti o per far mangiare ai bimbi le “odiate” verdure purché fatta in casa solo con l’olio extravergine d’oliva e ortaggi naturali, non surgelati. Cartellino rosso, invece, per il biberon prima di andare a dormire. Il motivo? Il latte è dolce e contiene il lattosio che, rimanendo tutta la notte sui denti, può favorire le carie. Mamme, papà e qualche nonno ascoltano questi consigli sull’alimentazione dei bambini da 0 a 5 anni di Anna D’Erasmo, pediatra della Asl RMA, intervenuta ieri pomeriggio, venerdì 23 febbraio, all’incontro su “Le cose dette e non dette con il cibo”, secondo appuntamento del ciclo sulla genitorialità, organizzato dal gruppo Famiglie in Rete (FaRe) della parrocchia San Frumenzio ai Prati Fiscali nella casa d’accoglienza Mamre.

«Nessuno insegna ad essere genitori - spiega don Michele Manzulli, il viceparroco referente della struttura - noi pensiamo che i problemi educativi dei figli possono essere risolti se condivisi con gli altri, senza la presunzione di trovare le risposte a tutte le domande». È per questo che «vorremmo creare una rete di famiglie che si sentano ascoltate e accolte». Da questi presupposti «nascono gli incontri sulla genitorialità aperti al quartiere - aggiunge Donatella Cesareni di FaRe – che lo scorso anno si sono concentrati solo su preadolescenti e adolescenti». Quest’anno invece è stata inclusa «la fascia d’età 0-5 anni con due appuntamenti: questo sul cibo e un altro, l’11 maggio, sulle regole per crescere tenuto da Eleonora Cantoni, psicologa dell’età evolutiva della Sapienza».

E sul tema della serata, rivolgendosi ai genitori, la pediatra D’Erasmo spiega che «l’allattamento al seno deve essere vissuto con serenità, senza regole fisse perché è in quel momento che si instaura il rapporto madre-bambino». Poi intorno ai 5-6 mesi inizia lo svezzamento, mentre quello precoce porta all’obesità infantile». Stesso pericolo si nasconde nelle tisane o nella camomilla date al posto dell’acqua dato che «le bevande zuccherate, che abituano il bambino al sapore del dolce fin dalla nascita, sono una delle basi dell’obesità». A farle eco anche la psicologa e psicoterapeuta di Mamre Arianna Regano, intervenuta all'incontro: «La prevenzione dei disturbi alimentari dei ragazzi e degli adulti inizia con una corretta e sana alimentazione proprio in questa fascia d’età»

Il pasto poi non deve trasformarsi in un momento di terrore: «Il bambino deve magiare con le mani, impiastricciarsi - afferma la pediatra - perché assapora il cibo e ne prova il piacere». Un errore invece è quello di usare un gioco o la televisione per farlo mangiare perché il bambino «non imparerà a riconoscere la sazietà e, crescendo, ricorrerà al cibo per gratificarsi o per sfogare la noia, favorendo i disturbi alimentari». Dai 9-11 mesi si mangia insieme, genitori e figli, perché «il pasto non è alimentarsi ma “relazione” e il bambino così inizierà a raccontare e a imparare dai genitori, copiandoli».

Per quanto riguarda le appetenze e i gusti del bambino «vanno sempre rispettate - sottolinea D’Erasmo - senza mai forzarlo ad assaggiare i cibi, ma continuando a riproporli». Una buona strategia per incitare il bambino a mangiare è quella di «coinvolgerlo facendo la spesa o cucinando insieme». Il bambino però «non monopolizzi l’alimentazione della famiglia», puntualizza la pediatra.

Suggerimenti infine per la colazione per la quale D’Erasmo propone delle valide alternative al latte, come «il succo di frutta casalingo, l’orzo, il latte di mandorle fatto in casa o una spremuta. Vietate le merendine confezionate. Meglio recuperare quelle della nonna: pane e olio, pane e marmellata». Parole d’ordine della pediatra quindi cibi naturali, biologici, di qualità, fatti in casa. Sempre. Compresi omogeneizzati e surgelati.

Il 1 marzo prossimo, alle 21, si tornerà a parlare di adolescenti, droga e prevenzione con Marcello Musio, direttore della comunità di Don Picchi. Riflettori puntati sullo studio e la scuola invece 15 e il 29 marzo. Il calendario completo è consultabile dei vari appuntamenti è consultabile on line sul sito della parrocchia di San Frumenzio.

24 febbraio 2012



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