RomaSette
Sabato 18 Maggio 2013 |
In diocesi: Con Cristo per le strade della città

Nell'Eucaristia il centro della fede. Fu Papa Urbano IV a istituire la festa del Corpo e Sangue di Cristo perché il popolo cristiano potesse riscoprire il valore del mistero eucaristico di Giuseppe Midili

Corpus Domini: modifiche alla viabilità e alle linee bus

Oggi, giovedì 7 giugno, il Santo Padre presiederà la Messa e la processione nella solennità del Corpo e Sangue del Signore. Tutta la diocesi si stringerà intorno al suo vescovo per partecipare all’Eucaristia e ribadire ancora una volta che in quella celebrazione, in quel mistero, si custodisce il centro della nostra fede. Sin dall’anno 1979 Papa Giovanni Paolo II volle che a Roma la solennità del Corpo e Sangue del Signore si celebrasse il giovedì, perché si evidenziasse più chiaramente il legame dell’Eucaristia con il giovedì santo. E volle celebrare presso la cattedrale di Roma, insieme con tutti i fedeli della città, perché l’Eucaristia è mistero di comunione con Dio, ma anche tra le persone. La migliore immagine di Chiesa è quella che si costituisce intorno al vescovo, per celebrare i divini misteri, mangiare e bere del Corpo e Sangue del Signore, rendere grazie e così testimoniare la comunione e l’amore che Gesù ha insegnato.

La Chiesa antica aveva consacrato all’Eucaristia il giovedì santo, perché in quel giorno Gesù radunò i suoi discepoli e durante la cena istituì il nuovo ed eterno sacrificio, il convito nuziale dell’amore. Mentre nella sera del giovedì santo si rivive il mistero di Cristo che si offre nel pane spezzato e nel vino versato, nella ricorrenza del Corpus Domini questo stesso mistero viene proposto all’adorazione e alla meditazione del Popolo di Dio. Un doppio appuntamento, perché il battezzato viva in pienezza ogni Eucaristia domenicale e ne riconosca la valenza di culmine e fonte del percorso di fede della Chiesa. È la celebrazione che dà origine alla processione, come il seguito di un incontro. Dopo essersi reso presente nell’Eucaristia come cibo, Gesù si fa compagno di viaggio.

La processione per le strade manifesta che Cristo risorto cammina in mezzo a noi e ci guida verso il Regno dei cieli. La città di Roma, in quel giovedì sera, si ferma. Lungo via Merulana si sospende il flusso rapido delle auto e si torna al ritmo lento del muoversi a piedi, per camminare con Gesù, ripetendo la stessa esperienza dei discepoli sulla via di Emmaus. Il Maestro è rimasto qui, come aveva detto: «Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga». Gesù attraversa le nostre strade per testimoniare a tutti che è rimasto, che è fedele, che è presente. In un giorno di vita normale, in cui ciascuno è dedito ai suoi impegni, Gesù ci vuole incontrare e vuole percorrere le vie della nostra quotidianità.

L’incontro avviene al tramonto, perché anche noi possiamo dire, come i due discepoli: «Rimani con noi Signore, perché si fa sera e il giorno ormai volge al suo termine». Il Messia risorto con la sua presenza ferma il ritmo ordinario della quotidianità. Interrompe la nostra corsa, per proporre la sua presenza. Così Gesù entra in mezzo alle esperienze della nostra vita e compie la promessa raccolta dal Vangelo di Matteo: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». La tradizione di questa solennità affonda le radici nella storia. Fu Papa Urbano IV a istituire nel 1264 la festa del Corpo e del Sangue del Signore, perché il popolo cristiano potesse partecipare con speciale devozione alla Santa Messa e alla processione e riscoprire il valore del mistero eucaristico.

Da quel giorno la Chiesa ha accolto questa espressione di fede e ha sperimentato che Gesù si affida visibilmente alle nostre mani. Lui che è guida si lascia portare agli altri, perché possiamo diventare testimoni delle meraviglie che opera nella nostra vita. Anche quest’anno la diocesi di Roma si radunerà intorno al Papa per testimoniare la fede nell’Eucaristia e la volontà di essere un unico corpo, nel quale le molte membra esprimono la loro vocazione, ma tutte in comunione con il loro vescovo, che come successore dell’Apostolo ogni giorno conferma i fratelli nella fede. Ogni celebrazione eucaristica e questa processione così particolare sono esperienza di comunione con Dio, con il Papa, con la comunità dei credenti. E senza comunione non c’è Chiesa.

7 giugno 2012



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