La presentazione del libro del cardinale Ruini. Ferrara: sottolineare l’identitarismo cristiano. Cacciari: l’ateismo di oggi è indifferenza. L’arcivescovo Fisichella: Dio libera perché ci ama di Daniele Piccini
Ne danno letture molto diverse, ma Ferrara, Cacciari e l’arcivescovo Fisichella, i tre relatori chiamati a presentare il nuovo libro del cardinale Camillo Ruini, concordano nel giudicarlo un «libro ambizioso». «Accademicamente fondato e saggisticamente prezioso», aggiunge il direttore del quotidiano Il Foglio Giuliano Ferrara, invitato mercoledì sera nella sala della Protomoteca del Campidoglio, per commentare l’ultima fatica filosofico-teologica dell’«amico» cardinale Ruini: “Intervista su Dio. Le parole della fede, il cammino della ragione” (scritto con il giornalista Andrea Galli di Avvenire). Volume che, come rivela il saggista Ferruccio Parazzoli, intervenuto a nome dell’editore Mondadori, «è già alla terza ristampa in una settimana».
«Ruini - argomenta Ferrara, che inaugura gli interventi moderati da Dino Boffo, direttore di Tv2000 - dialoga a tu per tu con Kant e Aristotele, per affrontare la questione della secolarizzazione. Essa, che ha coinciso anche con la scristianizzazione della società, è ormai il passato. Ora assistiamo a una reazione. Dio però può essere assunto anche in un modo equivoco: se messo “sulle baionette” può rappresentare una minaccia per la nostra civiltà».
Di qui la necessità, secondo il direttore de Il Foglio, di sottolineare l’«identitarismo cristiano, al quale si abbeverano anche gli “atei devoti”». Proprio a questi ultimi, per evitare il pericolo di un’adesione estrinseca al cristianesimo, il cardinale Ruini ricorda che il cristianesimo è religione dell’amore. «Ma è proprio questo il motivo - risponde in conclusione Ferrara - per cui, noi atei devoti, sosteniamo il cristianesimo».
Insiste sul concetto di secolarizzazione anche il filosofo Massimo Cacciari, docente di Estetica e forme del fare nella Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele. «Tra ‘800 e ‘900 - spiega Cacciari - si pensava che fosse un tentativo di razionalizzare tutte le forme della vita. La storia del ‘900 dimostra che la secolarizzazione non è razionalizzazione, e solo ora possiamo vedere chiaramente che essa è propria della tradizione cristiana, di Paolo e di Agostino. La secolarizzazione è complexio (intreccio, ndr) di due città: la città dell’uomo e la città di Dio. Questa, e non la platonica o l’islamica, è l’idea occidentale di città (società, ndr)».
Cacciari riflette anche sulla trattazione ruiniana dell’«accesso razionale a Dio»: «La dimostrazione ontologica dell’esistenza di Dio, argomentata da Anselmo nel Proslogion, giunge fino al pensiero che pensa la cosa più alta (Dio, ndr), ma questo non è il Dio di Anselmo. Dopo l’accesso razionale a Dio c’è infatti il salto della fede, il “sì”. Di qui in poi c’è la mistica».
Ma la fede deve oggi contrastare un ateismo nuovo, diverso da quello del filosofo Friedrich Nietzsche. «Per Nietzsche - spiega Cacciari, replicando alla visione di Ruini - fa differenza pensare un mondo con o senza Dio. Mentre l’ateismo di oggi crede che sia indifferente pensare Dio esistente o meno. Questo lo si può contrastare solo diffondendo un’idea di Dio inteso come libertà, un Dio che libera dai condizionamenti».
«Dio mi libera soprattutto perché mi ama», corregge l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. «Il libro di Ruini contiene una dimensione esistenziale: dà ragione della fede, ma parte da un’esperienza personale. Il libro, che può essere inserito nella tradizione “apologetica”, non parla del Dio dei filosofi, ma del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. La ragione deve fare il suo cammino, ma alla fine deve arrendersi». Il nuovo ateismo, ha concluso il presule, si combatte con una nuova evangelizzazione, «proponendo un Dio nuovo, un Dio di cui oggi, nelle strade e nelle piazze, non si sa ancora nulla».
Dopo aver ringraziato i commentatori del suo libro, «pensato in tre anni e scritto in nove mesi», il cardinale Ruini ha ribadito che «Dio libera poiché ama» e che pertanto «l’affermazione di Dio non è mai contraria alla libertà dell’uomo».
20 settembre 2012