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In città: Nasce il "Polo della solidarietà"

L'Ama ospita nella sede di piazza Caduti della Montagnola uno spazio polifunzionale in cui operano Centro Astalli, Unitalsi e Fondazione Banco farmaceutico di Nicolò Maria Iannello

Dare risposte concrete al disagio e all’emarginazione. È l’obiettivo del primo “Polo della solidarietà”, nato dalla collaborazione fra Roma Capitale e l’azienda municipalizzata per l’ambiente (Ama) e inaugurato mercoledì, 7 novembre, in piazza dei Caduti della Montagnola, nella sede di zona della municipalizzata, che ospita gratuitamente nei suoi locali tre realtà del mondo del volontariato: il Centro Astalli, l’Unitalsi e la Fondazione Banco farmaceutico.

Seppur con “mission” diverse, le associazioni porteranno avanti dei progetti per stare vicino a chi si trova nel bisogno. In particolare, il Centro Astalli, in collaborazione con la Spiral foundation, svolgerà le attività di “Refugee ScArt”, l’iniziativa che dal 2011 coinvolge dieci rifugiati nella creazione di oggetti d’arte mediante il riciclo della plastica. «In un anno - racconta il presidente del Centro, padre Giovanni La Manna - abbiamo riciclato più di tre tonnellate di plastica, impegnando i rifugiati in un’esperienza positiva».

L’Unitalsi, invece, «assisterà i disabili con lo sportello “Roma per tutti”, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18», spiega Alessandro Pinna, presidente della sottosezione di Roma, dove l’Unitalsi è presente con tre case di accoglienza per le famiglie dei bambini ricoverati al Bambin Gesù e al Gemelli, con circa 2.500 volontari e con un numero verde che nel 2011 ha ricevuto oltre 3mila richieste di assistenza. Nei locali dell’Ama sarà presente anche la Fondazione Banco farmaceutico, «che in 1200 comuni fornisce gratuitamente farmaci agli enti che assistono i malati e cui aderiscono 140 farmacie della Capitale dove quest’anno nella Giornata di raccolta del farmaco sono stati raccolti circa 12mila farmaci da automedicazione» spiega il presidente, Paolo Gradnik, aggiungendo che «la nuova struttura permetterà di proseguire la raccolta».

Il Polo è il «segno che è possibile fare le cose insieme» secondo il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi, delegato per la pastorale sanitaria. A fargli eco il sindaco Gianni Alemanno, che ricorda quando «dei poli si parlava un anno e mezzo fa agli Stati generali della città», precisando che «in questi spazi associazioni diverse interagiscono fra loro, divenendo un punto di riferimento per il quartiere».

8 novembre 2012



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