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Venerdì 24 Ottobre 2014
Classica e Opera: L'originale recital di Prosseda

Il giovane solista italiano si esibirà il 23 febbraio nell'aula magna de "La Sapienza" presentando una prima assoluta dello studio per pedalpiano scritto per lui da Ennio Morricone di Mariaelena Finessi

Celebre nel mondo per le sue riscoperte musicali, il giovane solista italiano Roberto Prosseda si esibirà, sabato 23 febbraio nell’aula magna dell'Università La Sapienza, in un recital davvero originale per l'era moderna, durante il quale presenterà, in prima esecuzione assoluta nell'ambito della stagione musicale della Istituzione universitaria dei concerti, lo Studio IV bis per pedalpiano che Ennio Morricone ha scritto apposta per lui.

Chiamato anche “Pedalflügel” in Germania o “Pedalpiano” nei paesi anglofoni, il piano-pédalier è un pianoforte a cui è abbinata una pedaliera di tipo organistico, collegata a una seconda cordiera. Derivato dal clavicembalo con pedaliera, il pianopédalier si diffuse nell’Ottocento e trovò uno dei maggiori sostenitori in Robert Schumann, di cui Prosseda eseguirà “I 4 Schizzi op. 48” e “I 6 Studi in forma canonica op. 56”, composti questi ultimi tra la primavera e l’estate del 1845 - frutto del corso di contrappunto che Robert e sua moglie seguirono proprio in quell'anno -, ma pubblicati solo nel 1855.

Il pianoforte con pedaliera era uno strumento per il quale Schumann aveva pronosticato un grande futuro, intuendone le possibilità di amplificazione orchestrale rispetto ai consueti pianoforti tanto da convincere Felix Mendelssohn Bartholdy a istituire una specifica classe al Conservatorio di Lipsia. Il Pedalflügel, tuttavia, non incontrò la simpatia dei virtuosi dell’epoca e non ebbe la fortuna immaginata. Di recente Roberto Prosseda lo ha riportato in vita, commissionando all'organaro Pinchi la costruzione del “Pinchi Pedalpiano System”: due pianoforti a gran coda sovrapposti, uno dotato di una normale tastiera da suonare con le mani e l'altro di una pedaliera da suonare con i piedi, le cui ricche sonorità ricordano quelle dell'organo. Fino a due anni fa, Prosseda noleggiava l'unico modello moderno di piano-pédalier, il Doppio Borgato: un oggetto di alto pregio, disponibile in un unico esemplare, in vendita (su ordinazione) al prezzo di listino di 315.900 euro, dal peso totale di oltre 1.200 chili.

Il repertorio per pianopédalier, nonostante gli entusiasmi degli esordi, rimane dunque ancora molto povero. Per questo Prosseda ha sollecitato alcuni compositori a scrivere nuovi brani. Tra i primi ad aver risposto all'appello, Ennio Morricone: il suo “Studio IV bis” è una composizione derivata dal preesistente “Studio n. 4” per pianoforte. Alla parte pianistica originale il maestro, premio Oscar, ha aggiunto una linea supplementare per la pedaliera. Il risultato è una trama polifonica dal colore più scuro, che cre una sorta di “profondità di campo” al disegno contrappuntistico.

Nella scaletta di Prosseda anche altri illustri compositori affascinati dal suono del pedalpiano, come Bach e Mozart: del primo, il musicista - originario di Latina - presenterà la “Passacaglia in do minore BWV 582”, forse una delle composizioni per organo più conosciute e che ha influenzato lo stile successivo delle passacaglie, la cui origine si fa risalire ai musicisti girovaghi spagnoli (da “attraversare la calla” cioè la “strada”). Di Mozart, invece, Prosseda eseguirà la Fantasia in fa minore KV. 608. Colui che fu l'énfant prodige per eccellenza della musica, ebbe anche il talento di un grande organista. E anche se nel 1777 il giovane Wolfgang scriveva al padre: «Ai miei occhi e miei orecchi, l'Organo è il re degli strumenti. L'Organo è la mia passione», in realtà sono rare le pagine scritte esplicitamente per questo strumento da Amadeus.

Per l'innovativo progetto concertistico, si ricorderà poi il duecentesimo anniversario della nascita di Charles Valentin Alkan, l'autore più prolifico e innovativo per piano-peédalier e un fenomenale pianista del tardo Ottocento. Conclude la “Marcia funebre per una marionetta” di Charles Gounod, nella versione di Giuseppe Lupis: un pezzo in cui si intuisce il motivo della sigla della celebre serie di gialli televisivi prodotti da Alfred Hitchcock negli anni Cinquanta e Sessanta.

22 febbraio 2013



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