martedì 22 agosto 2017
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Msf in Nigeria con residenti e sfollati. Prima delle piogge

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Una veduta aerea di Runn, in Nigeria (foto Msf)

In previsione della stagione delle piogge, che porterà con sé un aumento dei bisogni medici e umanitari in aree difficilmente raggiungibile della regione, le equipe di Medici senza frontiere(Msf) stanno incrementando le attività di assistenza nello Stato di Borno, in Nigeria. Nei prossimi mesi, infatti, le campagne si trasformeranno in paludi fangose e le strade scompariranno sotto l’acqua. La remota città di Rann diventerà di fatto un’isola e le circa 40mila persone residenti o sfollate che vivono nell’area resteranno prive di assistenza, a meno che non venga predisposta in anticipo. La stagione delle piogge coincide inoltre con il picco della malaria e tassi di malnutrizione elevati.

Anticipando i rischi, Msf sta allestendo una clinica mobile per portare supporto medico e umanitario a Rann, Banki e Damasak nei prossimi mesi. I membri delle équipe effettueranno consultazioni mediche, forniranno trattamenti preventivi per la malaria, distribuiranno zanzariere e sapone, e lavoreranno per migliorare le condizioni igienico-sanitarie. Inoltre, visiteranno e tratteranno i bambini per la malnutrizione. A spiegarlo è Moussa Sow, capoprogetto Msf per le équipe mobili nella stagione delle piogge: «Stiamo lavorando sodo per rafforzare la nostra azione adesso, prima che arrivino le piogge». Il rischio di epidemie infatti sarà più alto se gli affollati campi per sfollati si allagheranno e se ci sarà un accesso insufficiente all’acqua e ai servizi igienici.

Quando Msf ha iniziato a fornire assistenza a Rann, a gennaio, era disponibile solo un litro di acqua al giorno a persona, ben al di sotto degli standard di emergenza. Msf e le altre organizzazioni hanno lavorato per consentire di avere accesso a circa 10-15 litri di acqua al giorno a persona. Insufficiente il numero delle latrine: una ogni 279 persone contro le 20 degli standard minimi.

21 luglio 2017