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“Music for mercy” al Foro

Il 26 luglio il concerto realizzato da Orp e Teatro dell’Opera. Vallini: «Roma è in grado di continuare la sua vocazione di bellezza, cultura e accoglienza»

Il 26 luglio il concerto realizzato da Orp e Teatro dell’Opera. Il cardinale Vallini: «Roma è in grado di continuare la sua vocazione di bellezza, cultura e accoglienza»

Il Foro Romano apre per la prima volta alla musica con uno straordinario concerto nel segno del Giubileo della Misericordia. Il 26 luglio, 14mila persone potranno assistere gratuitamente al «Music for Mercy», realizzato grazie alla collaborazione dell’Opera romana pellegrinaggi (Orp) e del Teatro dell’Opera di Roma. Produttore dell’evento è il malesiano Yeoh, personalità tra le più influenti dell’Asia, che dal 2015 fa parte del Consiglio di indirizzo della Fondazione del Costanzi. Tra le vestigia dell’Antica Roma si esibiranno gli orchestrali dell’Opera diretti dal maestro Tan Dun. In prima fila, come spettatori, ci saranno i rifugiati siriani accolti dalla Comunità di Sant’Egidio, i migranti arrivati da Lesbo, alcuni senzatetto e detenuti.

Quanto alla location scelta, monsignor Liberio Andreatta, amministratore delegato dell’Orp, motiva così l’idea: «Mi piace ricordare che il concerto avviene in un contesto altamente significativo, perché a pochi passi dal Foro Romano, all’interno del Carcer Tullianum, che le fonti indicano come prigione di san Pietro, si trova una delle prime raffigurazioni della Madonna della Misericordia, presente in un affresco datato XIII secolo». Un evento che, data la fragilità archeologica del luogo, «forse resterà unico», sottolinea Andreatta. «Come assicurato dalla soprintendenza speciale del Colosseo – spiega il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini – verrà allestito per l’occasione con un palcoscenico sostenibile, progettato per offrire tutte le garanzie di tutela e di fruizione dei monumenti dell’area archeologica, che rimarrà aperta ai visitatori nei giorni del concerto, del montaggio e dello smontaggio del palco e della platea».

«Veicolo di pace – spiega Carlo Fuortes -, la musica è quasi un esperanto, un linguaggio universale che supera il mero linguaggio verbale» e in particolare «questo concerto ha la caratteristica di unire nella stessa serata musicisti e cantanti internazionali dalle esperienze più diverse». Solo per citarne alcuni, dalla Malesia ci sarà il cantante Zainal Abidin mentre dalla Siria arriverà il clarinettista Kinan Azmeh, dal Canada il gruppo The Tenors e il pianista David Foster, vincitore di sedici Grammy Awards, che accompagnerà molti degli artisti presenti. Dal Regno Unito la cantante Elaine Paige, di cui si ricordano molti musical come Cats ed Evita (dal quale interpreterà Don’t cry for me Argentina). Dall’Italia Giovanni Caccamo, vincitore di Sanremo Giovani 2015 e il tenore Andrea Bocelli. A Carly Paoli, «rosa inglese dalle radici italiane», come la definisce Yeoh, sarà affidata l’apertura dell’evento con l’interpretazione dell’Ave Maria, la canzone ufficiale dei Cammini del Giubileo, cui seguirà un nuovo brano (A Time for Mercy) composto da Romano Musumarra sulle parole di Grant Black e ispirate dalle parole del libro di Papa Francesco Il nome di Dio è misericordia.

«Per me – dichiara il cardinale vicario Agostino Vallini – è un simbolico spartiacque questo concerto, e non una esperienza estiva di divertimento. A novembre presentai la Lettera alla Città, un documento in cui invitavo le risorse migliori di Roma a coordinarsi attorno al tema della giustizia sociale perché la nostra città superi quella che io definisco una “anemia spirituale”. Questo evento è segno allora che Roma è in grado di continuare la sua vocazione di bellezza, cultura e accoglienza. È un sussulto di potenzialità per cui è possibile dire “ce la facciamo, possiamo ripartire”. In fondo il Giubileo era questo: una ripartenza».

23 giugno 2016