Nei disegni di “Rifugiata” il racconto della fuga

Il libro pubblicato dalle Edizioni Terra Santa: un’iniziativa in favore di profughi e rifugiati animata dal frate minore inglese John Luke Gregory, da oltre 10 anni nelle isole greche di Rodi e Kos

“Rifugiata. L’odissea di una famiglia” (Edizioni Terra Santa) non è solo un libro illustrato per bambini: è un’iniziativa in favore dei profughi e dei rifugiati animata da fra John Luke Gregory, frate minore inglese che vive la sua missione da più di dieci anni nelle isole greche di Rodi e di Kos. La presentazione del libro, impreziosita dal racconto della sua esperienza umana e della sua forte testimonianza missionaria a favore dei più deboli, è avvenuta ieri, 17 maggio, presso la Delegazione di Terra Santa di Roma.

L’isola di Kos, 30mila abitanti, tra luglio e settembre 2015 si è trovata a fronteggiare un’ondata di 15mila profughi: «Una folla infinita che parlava arabo – ricorda fra John -, con bambini che gridavano per la mancanza di cibo. È spaventoso vedere tanta gente bisognosa e non avere nulla da offrirle». Organizzata una prima accoglienza, grazie alla popolazione locale che rispose con grande generosità, fra John e i frati Francescani – che attualmente assistono settimanalmente circa 300 persone – dovettero affrontare la mancanza di infrastrutture adeguate e il sopraggiungere dell’inverno, con temperature a zero gradi. «Le persone continuavano ad arrivare. Il porto era una città di tende, sopra le quali mettevano dell’alluminio per conservare un po’ di calore… e dentro c’erano donne incinte, neonati di pochi giorni, bambini».

La maggiore attenzione è stata dedicata da sempre ai bambini e ai minori non accompagnati, che vedono morire accanto a sé genitori e fratelli e che si trovano esposti al pericolo di crescere con una rabbia incontenibile. Grazie a tante mediazioni sociali, l’anno scorso si è arrivati a far sì che venissero accolti nella scuola statale e iniziassero ad imparare il greco. Un altro impegno di fra John è l’ascolto e il conforto delle persone, costrette a «scappare da luoghi, come la Siria, in cui si rischia di morire tutti i giorni sotto i bombardamenti». Cercando un futuro, soprattutto per i figli, accettano di affrontare viaggi disperati in mare, durante i quali tante persone muoiono. «I trafficanti di uomini, che chiedono per questi viaggi anche 1.000 dollari a testa, caricano gommoni da 17 posti con più di 30 persone e non mettono benzina sufficiente per compiere la traversata – riferisce il frate -. Chi guida il gommone, lo abbandona pochi chilometri dopo la partenza, lasciando tutti in balia del mare e del panico, al buio, con poco carburante».

I dati dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati parlano di 13 milioni e mezzo di persone che in Siria necessitano di aiuti umanitari, 6 milioni e 300mila sfollati interni, centinaia di migliaia di persone che hanno affrontato tragici viaggi in mare, quasi 3 milioni di siriani sotto i 5 anni cresciuti vedendo solo la guerra.

Il libro, scritto dall’insegnante catalana Tessa Julià Dinarès e disegnato dall’illustratrice, anch’essa catalana, Anna Gordillo Torras, racconta – vista con gli occhi di una bambina – la drammatica esperienza della fuga di chi è costretto a diventare un profugo. Ma vuole essere anche un libro di speranza: i proventi del libro sono destinati ai progetti sociali per i rifugiati sostenuti dalla Custodia di Terra Santa a Rodi e a Kos. (Roberta Caruso)

18 maggio 2018