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Nuova stagione per un Teatro dell’Opera aperto a tutti

In cartellone ben 10 produzioni d’opera (di cui 7 nuovi allestimenti) per 78 recite, sei spettacoli di balletto e quattro concerti sinfonici per “Roma Opera Aperta”

Un programma davvero fitto è quello del Teatro dell’Opera di Roma che per la nuova stagione 2017/2018 mette in cartellone ben dieci produzioni d’opera (di cui sette nuovi allestimenti) per 78 recite, sei spettacoli di balletto e quattro concerti sinfonici. Numeri che confermano la crescita registrata negli ultimi anni anche grazie a nuove strategie. «Lo slogan “Roma Opera Aperta” – spiega il sovrintendente Carlo Fuortes – riassume il nostro sforzo teso a costruire un teatro non solo destinato a una nicchia di abbonati e spettatori abituali, ma aperto il più possibile a tutti i cittadini e anche ai turisti con un progetto che si fonda sulla straordinaria capacità del teatro musicale di raccontare e interpretare il mondo nel quale viviamo».

Un lavoro che sembra essere stato premiato. «Una recente indagine Doxa – racconta infatti Fuortes – testimonia che il 42% degli spettatori è composto da persone che frequentano il teatro da meno di due anni». Una vittoria di cui il manager va fiero: arrivato al Costanzi circa tre anni fa con la missione di risanare le finanze del Teatro è riuscito a far chiudere il bilancio in pareggio per il terzo anno consecutivo.

La prima fatica ad andare in scena, assente dall’Opera di Roma da più di sessant’anni, è “La damnation de Faust” di Hector Berlioz (dal 12 al 23 dicembre 2017) in un nuovo allestimento, e in coproduzione con il Regio di Torino e il Palau de Les Arts di Valencia. La bacchetta è quella di Daniele Gatti mentre la regia è di Damiano Michieletto. Grande ritorno – dal 21 gennaio al 4 febbraio 2018 – anche per “I masnadieri”, prima opera con cui un Verdi trentaquattrenne debuttò all’estero nel 1847.

Al Costanzi, “I masnadieri” erano approdati una sola volta, anno 1972, diretti dal grande Gavazzeni con la regia di Missiroli. Ora saranno invece guidati da Roberto Abbado con Massimo Popolizio che debutta nella regia d’opera. Tante ancora le coproduzioni: e così, se “La sonnambula” di Vincenzo Bellini (dal 18 febbraio al 3 marzo) rinasce con la collaborazione del Teatro Petruzzelli di Bari, il dittico “Cavalleria rusticana – Pagliacci” (dal 5 al 15 aprile) porta la firma anche del San Carlo di Napoli.

Prima volta nella capitale (dall’8 al 15 maggio), un capolavoro del Novecento: “Billy Budd” di Benjamin Britten con James Conlon che dirigerà il nuovo allestimento (una coproduzione col Teatro Real di Madrid, l’Opéra National di Parigi e la Finnish National Opera) mentre l’inquietante vicenda del marinaio narrata da Herman Melville sarà raccontata dalla regia di Deborah Warner, attualmente tra le registe d’opera più quotate.

Di Puccini, la stagione ripropone “La bohème” (dal 13 al 24 giugno), coprodotto con il Regio di Torino. Dirige Henrik Nánási (con cui si alternerà Pietro Rizzo) mentre la regia è di Àlex Ollé (La Fura dels Baus). E poi due capolavori di Mozart, il “Die Zauberflöte” della Komische Oper di Berlino e “Le nozze di Figaro” (dal 30 ottobre all’11 novembre): uno spettacolo strabiliante, il primo, che include parti di film d’animazione, e in un nuovo allestimento, il secondo, diretto da Stefano Montanari a restituire tutto il brio del più musicato dei barbieri.

Riprendono anche due allestimenti di successo del Teatro: la “Traviata” dei record (dal 24 febbraio al 4 marzo) con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino; e la “Tosca”, sulle scene e i costumi originali di Adolf Hohenstein, qui ricostruiti da Carlo Savi e da Anna Biagiotti. L’opera pucciniana, che proprio al Costanzi debuttò nel 1900, sarà diretta da Jordi Bernàcer dal 7 al 17 aprile e poi ripresa con Stefano Ranzani dal 15 al 18 novembre. Un’attenzione particolare al repertorio novecentesco e contemporaneo per i quattro concerti sinfonici. Il 22 dicembre 2017 il giovane Maxime Pascal dirigerà pezzi di Adès, Berio e Poulenc.

Dennis Russell Davies sarà sul podio l’11 gennaio 2018 per la “Sesta sinfonia” di Bruckner preceduta dal “Tirol Concerto” di Philip Glass. Constantinos Carydis dirigerà il 23 marzo una serata con musiche di Mussorgskij e Skalkottas mentre Lothar Koenigs salirà sul podio il 17 maggio per un programma fra Schönberg e Brahms. Musica itinerante infine per l’iniziativa annunciata dall’assessore alla cultura del Lazio Lidia Ravera: l’8 luglio, l’Opera Camion farà tappa tra le macerie di Amatrice. E lancia l’idea di una nuova iniziativa per agevolare l’arrivo al Costanzi del pubblico in partenza da altre città della regione. «Potremo intitolarla – sintetizza – “In corriera all’Opera”».

 

24 novembre 2017