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Ong e migranti: «Gli angeli del mare hanno perso le ali»

Dal 2016 al 2017, si legge nel rapporto “Navigare a vista”, una svolta comunicativa su attività di ricerca e soccorso in mare: introdotto il sospetto

Dal 2016 al 2017, si legge nel rapporto “Navigare a vista”, una svolta comunicativa su attività di ricerca e soccorso in mare: introdotto l’elemento del sospetto 

Nel racconto su Twitter delle operazioni di ricerca e soccorso (Sar) di migranti nel Mediterraneo centrale le Ong parlano più spesso di “persone” (nel 42% dei tweet), le organizzazioni militari di “migranti” (nel 77% dei tweet): il racconto è empatico nel 53% dei tweet delle ong, nel 6% in quelli dei militari. È quanto emerge dall’analisi sulle strategie di comunicazione degli attori civili e militari impegnati nei soccorsi durante il 2016 e 2017 contenuta nel rapporto “Navigare a vista” curato dall’Osservatorio di Pavia, Carta di Roma e Cospe e presentato oggi a Roma.

La comunicazione degli operatori Sar
è costante fino a maggio 2016 e segue l’andamento e i picchi dei soccorsi. «Da maggio in poi – rileva il rapporto – la comunicazione via Twitter delle organizzazioni militari – Eunavfor Med e Marina militare soprattutto – cala sensibilmente: anzi, ai mesi critici delle operazioni Sar (da giugno ad agosto 2016) non corrisponde una ripresa dei tweet, che continuano a diminuire. La comunicazione delle Ong su Twitter rimane invece costante tutto l’anno». Tra le organizzazioni militari, si legge nel rapporto, «la Guardia costiera comunica in modo più empatico (11% rispetto allo 0% della Marina militare) e utilizza i termini “persone” e “vittime” a fianco di migranti».

C’è poi una differenza di scelta comunicativa: per i militari «è centrale il soccorso (nel 72% dei tweet)» mentre per le Ong è importante anche il «post rescue, la partenza delle navi dai porti e la denuncia nei confronti delle politiche migratorie». Il racconto su Twitter fa ampio uso di immagini ma le Ong privilegiano la rappresentazione dei migranti come individui (nel 30% dei tweet usano foto ritratto), solo l’8% nei tweet delle organizzazioni militari. «Marina militare e Guardia costiera adoperano nei tweet un lessico tecnico e cognitivo – si legge nel rapporto -, Moas un lessico prevalentemente emotivo, Medici senza frontiere un lessico cognitivo e universale, Sos Mediterranée un lessico emotivo e universale».

Dal 2016 al 2017 c’è stata sulle tv
e sulla carta stampata una «svolta comunicativa» rispetto alle operazioni di ricerca e soccorso in mare (Sar): dalla costruzione mediatica degli eroi, «gli angeli del mare» all’introduzione dell’elemento del «sospetto», tanto che «gli angeli perdono le ali». Così l’Osservatorio di Pavia, Carta di Roma e Cospe descrivono quanto avvenuto in questi ultimi mesi nella narrazione mediatica delle operazioni di ricerca e soccorso di migranti nel Mediterraneo centrale. Il rapporto, presentato oggi a Roma, osserva e analizza in 92 pagine le strategie di comunicazione degli attori civili e militari impegnati nei soccorsi e il racconto da parte dei media italiani.

Ne risulta un’ampia visibilità mediatica delle operazioni di ricerca e soccorso in mare: 13% nei principali quotidiani italiani, 18% nei tg di prima serata nel periodo aprile-ottobre 2016. Sulla stampa nel 2016 c’era stato già un incremento di visibilità del 10% rispetto al 2015 e del 18% sui notiziari di prima serata. I media raccontavano la cronaca dei naufragi e delle azioni di soccorso, anche con una «sovrapposizione narrativa tra unità militari e Ong».

Emergeva «ammirazione e gratitudine
per i soccorritori» (il soccorso diventava spettacolo) fino alla svolta comunicativa innescata in maniera tiepida a fine 2016 dal rapporto di Frontex pubblicato dal Financial Times e poi dalle accuse alle Ong di un video-blogger nel marzo 2017, riprese dai media e amplificate poi dalle indagini di alcune procure siciliane e strumentalizzazioni politiche. Nel 2017 «si passa dalla cornice umanitaria e quella securitaria», rileva il rapporto e «un’ombra negativa spazza via l’alone di positività che aveva caratterizzato il 2016».

29 maggio 2017