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Padre Puglisi, 24 anni fa l’assassinio a Palermo

Il presidente della Cei Gualtiero Bassetti: «È stato un figlio della Chiesa che non si inchina davanti alle case dei mafiosi, ma che si inginocchia davanti a Gesù Cristo crocifisso»

Padre Pino Puglisi oggi avrebbe compiuto ottant’anni ma oggi, 15 settembre 2017, ricorre anche il 24° anniversario del suo omicidio commissionato da Cosa nostra. Ucciso nel quartiere Brancaccio di Palermo il 15 settembre 1993, il presbitero siciliano è stato il primo martire della Chiesa ucciso dalla mafia. La sua beatificazione risale al 2013.

Per aggirare l’emarginazione dei ragazzi del quartiere, nel 1993 aveva inaugurato il centro “Padre Nostro”, tutt’ora attivo, allo scopo di avviare un’azione pastorale e pedagogica rivolta ai minori e agli adolescenti. Lavoro che la mafia tentò di ostacolare prima con le minacce e poi con l’omicidio del sacerdote la cui eredità è stata però raccolta da tanti volontari e operatori che si prodigano quotidianamente per il bene e la riqualificazione del territorio.

Padre Puglisi non aveva paura, anzi, quando capì che stavano per ucciderlo le ultime parole pronunciate furono «me lo aspettavo» e sorrise al suo assassino, Salvatore Grigoli, oggi collaboratore di giustizia che raccontò agli inquirenti gli ultimi istanti di vita del sacerdote.

Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha dedicato al sacerdote siciliano un editoriale pubblicato oggi su “L’Osservatore Romano”. «Padre Puglisi – scrive – è stato un figlio della Chiesa che parla e che non sta in silenzio, che non si inchina davanti alle case dei mafiosi, ma che si inginocchia davanti a Gesù Cristo crocifisso, di una Chiesa che dichiara pubblicamente: con la mafia non si convive. È stato un prete che abitava le periferie, che viveva le frontiere senza paura. Perché la paura porta alla morte, il coraggio porta alla vita. La mafia lo ha ucciso, ma ha perso. Don Pino invece ha vinto e la sua vita è per tutti un esempio».

Il presidente della Cei presiederà domani sera a Palermo una veglia di preghiera per ricordare il sacerdote. «Predicava l’amore nei territori dominati dalla malavita e smascherava l’orrore, la menzogna e la blasfemia che si celava dietro al codice d’onore mafioso» si legge ancora nel suo editoriale nel quale ricorda anche le parole «chiarissime, pronunciate dai Pontefici sulla mafia», dall’invito alla conversione dei mafiosi di Giovanni Paolo II, il 9 maggio 1993 ad Agrigento, alla scomunica lanciata da Francesco a Sibari, il 21 giugno 2014, per coloro che «vivono di malaffare e di violenza». Per il presidente della Cei, «sarebbe riduttivo definire don Puglisi solo un “prete antimafia”, perché egli è stato molto di più. Tutti lo chiamavano “padre”. E padre è veramente stato per moltissime persone».

 

15 settembre 2017