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Pakistani Cristiani: una mozione per la libertà religiosa

È stata presentata alla Camera dei Deputati per denunciare l’omicidio di una giovane coppia di sposi trucidati perché cristiani. Mobeen (Associazione Pakistani cristiani in Italia): «Non è un caso isolato, l’Italia intervenga»

Li hanno gettati in una fornace. Arsi vivi da quel fuoco che governavano ogni giorno, con il quale cuocevano mattoni in condizioni estreme, sotto il sole rovente del Punjub, in Pakistan. Una folla di 400 persone si è accanita contro una coppia di sposi cristiani, Shama e Shahzad, lui 26 anni, lei, madre di quattro figli in attesa del quinto, ne aveva solo 24. Li hanno uccisi perché accusati di blasfemia. Rassettando la stanza del suocero defunto, Shazad ha bruciato dei fogli sui quali ci sarebbero stati dei versetti del corano. «Un omicidio a sfondo religioso che non rappresenta un caso isolato nel Pakistan di oggi». A denunciarlo, nel corso della conferenza stampa di questa mattina alla Camera dei Deputati, Shahid Mobeen, fondatore dell’Associazione Pakistani cristiani in Italia.

Mobeen, che è professore di Filosofia alla Lateranense, ha proposto, anche grazie al supporto di Aiuto alla Chiesa che soffre e di alcuni parlamentari presenti all’incontro, una mozione sulla libertà religiosa da portare in discussione nelle varie sedi istituzionali e governative. Diversi i punti salienti del documento «tramite i quali – dice Mobeen – chiediamo al governo di promuovere l’istituzione di una giornata europea dei martiri cristiani, di rendere il rispetto della libertà religiosa uno dei requisiti per la concessione di aiuti economici, e di organizzare incontri con i rappresentanti delle minoranze religiose di diversi Paesi». Nella mozione si fa riferimento anche alla possibilità di inserire il tema della libertà religiosa nell’agenda di incontri tra il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri e i loro omologhi di altri Paesi, e al tentativo di esigere che parte degli aiuti che l’Italia eroga all’estero siano devoluti a progetti per la promozione delle minoranze religiose, con particolare attenzione all’educazione.

«Abbiamo ancora nelle orecchie e nel cuore le parole di Papa Francesco a Strasburgo – ha detto nel suo saluto il rettore della Lateranense, monsignor Enrico dal Covolo -. “Mantenere viva la realtà delle democrazie europee” vuol dire anche battersi per la libertà religiosa». Perché «nessuna religione è realmente tale – ha puntualizzato il vescovo -, cioè legame tra Dio e l’uomo, se permette la violenza, o peggio l’uccisione, perpetrata nel nome del Creatore. Si tratterebbe di una contraddizione in termini». A farsi promotore della mozione anche l’onorevole Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che, nel corso del suo intervento, ha richiamato una frase pronunciata da Giovanni Paolo II nel 2003 davanti ai membri dell’Osce: «“La difesa della libertà religiosa è la cartina di tornasole per verificare il rispetto di tutti gli altri diritti umani in un Paese”. Illustrerò questa iniziativa al ministro degli Esteri affinché vengano prese iniziative nei confronti del Pakistan, e per sensibilizzare sull’argomento, prima della fine del semestre di presidenza italiano, il parlamento europeo».

Trasversale l’accordo tra deputati e senatori presenti all’incontro, da Paola Binetti dell’Unione di Centro a Mario Mauro dei Popolari per l’Italia, fino a Marco Rondini della Lega e Giampiero dalla Zuanna del Pd. Infine, il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio ha fatto il punto sulla situazione dei cristiani perseguitati nel mondo, sottolineando l’importanza di quel «grande “laboratorio” che è l’Europa, nel quale è possibile sperimentare integrazione e convivenza pacifica ». Saremo così capaci di «mostrare al mondo che è possibile stare insieme, costruendo quella cultura dell’incontro che gli estremismi, soprattutto quelli religiosi, condannano mentre per noi rappresenta la base della democrazia e della storia d’Europa».

2 dicembre 2014

 

2 dicembre 2014