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Papa su pedofilia, don Di Noto: «Bene linea dura»

Apprezzamento per le parole di Francesco da parte del sacerdote fondatore dell’Associazione Meter: «È bene ribadire che chi è colpevole non può continuare a fare il prete»

«Apprezziamo molto l’impegno del Papa contro la pedofilia. Fa bene a ribadire che non firmerà mai una grazia per sacerdoti colpevoli di abusi, affermazione che farà molto discutere: ma è bene ribadire che chi è colpevole e condannato di questo grave reato non può pensare di continuare a fare il prete. Su questo non è possibile alcun tentennamento per rispetto del danno permanente che le vittime subiscono. Molto bene così». Don Fortunato Di Noto, sacerdote e fondatore dell’Associazione Meter onlus – da 25 anni impegnato in questa lotta – commenta positivamente  la presa di posizione del Papa che ha ammesso un certo ritardo della Chiesa nell’attuare misure a tutela dei minori.

«La Chiesa sta recuperando questo ritardo – dice Di Noto – e il Papa fa bene a confermare la linea dura». La difesa di piccoli e deboli «non è una moda, ma un preciso impegno a cui la Chiesa non potrà mai derogare in alcun modo, luogo o forma. La pedofilia e la pedopornografia – ribadisce don Di Noto, pioniere nella lotta agli abusi da più di 25 anni – deve essere globale, non può essere pensata solo nell’ambito ecclesiale e le parole del Santo Padre spronano a lavorare sempre di più insieme e senza tanti steccati o campi privati e di settore».

Si tratta, spiega il sacerdote,
di «un fenomeno globale e drammatico, un vero e proprio crimine». Nelle immagini e nei video segnalati da Meter e dal suo Osservatorio mondiale contro la pedofilia e la pedopornografia ci sono perfino neonati. Per Di Noto, «se non c’è ’adeguamento legislativo di tutti gli Stati del mondo, se non c’è la cooperazione internazionale», se non ci si mette d’accordo sul fatto che pedofilia, pedopornografia e abusi «sono un crimine», la «battaglia è persa».

22 settembre 2017