Pastorale familiare, obiettivo puntato sulla formazione

Tra le proposte, un itinerario in 7 tappe sull’elaborazione del lutto, ma anche un percorso per le coppie con figli adolescenti e uno spazio di riflessione sulla vita di coppia alla luce dell’esperienza cristiana

Un itinerario in sette tappe per superare un lutto che stravolge la vita di una persona. Dalle parole di Gesù nel Vangelo di Marco “Talità Kum” (“Io ti dico, alzati!”) prende il titolo il primo dei tre percorsi sviluppati dal Centro per la pastorale familiare della diocesi di Roma, al via nei prossimi giorni, finalizzato all’elaborazione del lutto, «oggi ancora più difficile in un contesto di solitudine, di indebolimento dei legami di prossimità e di crisi della speranza nella vita eterna». Sette incontri, a cadenza quindicinale, che partono il 22 febbraio, alle 19, al Seminario Romano Maggiore.

don andrea manto
don Andrea Manto

L’obiettivo è quello di accompagnare chi fa più fatica ad affrontare la perdita di una persona cara, «lavorando in gruppo sulla dimensione spirituale, relazionale e affettiva per riuscire a vedere la luce in fondo al tunnel del lutto», spiega il direttore del Centro, monsignor Andrea Manto. Tra i temi approfonditi, quello della mancanza, del rapporto tra amore e sofferenza e del “dolore fecondo”. Incontro cardine sarà quello sul “perdere una persona amata”.

Dalla morte alla vita, con le altre due iniziative. «Per rispondere concretamente alle esigenze pastorali, in linea con lo spirito di Amoris laetitia, il Centro per la pastorale familiare – afferma ancora Manto – vuole offrire un aiuto alle coppie con figli adolescenti nel difficile compito di educare, focalizzando l’attenzione sulle relazioni in famiglia, con i coetanei e anche con il mondo del web. Guardando invece al vissuto quotidiano delle famiglie, si è pensato di sostenerle offrendo loro uno spazio di riflessione sulla propria vita di coppia alla luce dell’esperienza cristiana. I coniugi che imparano a riconoscere e raccontare agli altri il loro incontro con Cristo nella famiglia aiutano anche quelli in difficoltà».

Si intitola “Non lasciamoli soli” il corso di formazione per le coppie che fornirà strumenti utili a sostenere le famiglie nel compito di educare i figli. Si comincia oggi, lunedì 19 febbraio, con l’incontro con Robert Cheaib, docente alla Gregoriana, e sua moglie Camilla Carrington, sulla famiglia come “prima comunità educativa”. Si continuerà poi, il 26 febbraio, con un approfondimento sull’«accoglienza e l’educazione dei figli» fino ai 10 anni, guidato da Flavia Posabella, docente all’Istituto Ecclesia Mater. Negli altri quattro incontri verranno presi in esame altrettanti aspetti dell’educazione degli adolescenti: dalle dinamiche relazionali e affettive al rapporto con le nuove forme di comunicazione digitali, fino alle domande sulla fede. Gli incontri si svolgeranno nel Seminario Romano Maggiore, dalle 19 alle 21.

Saranno organizzati nei cinque settori della diocesi, invece, gli appuntamenti del corso “Accogliersi per accogliere”, un itinerario formativo per operatori della pastorale familiare. Il via scatterà lunedì 26 febbraio, in contemporanea nelle diverse zone, dalle 19 alle 21. Nei settori Centro ed Est il corso, sotto la guida dell’ausiliare e segretario generale del Vicariato monsignor Gianrico Ruzza, sarà organizzato in collaborazione con l’équipe della diocesi di Roma nella parrocchia San Luca Evangelista. Al Sud si svolgerà a San Gregorio Barbarigo con l’intervento dell’équipe del Centro Betania. Nell’Ovest sarà ospitato nella parrocchia Santa Maria delle Grazie al Trionfale e al Nord a San Frumenzio e vedrà impegnati rispettivamente l’équipe del consultorio Centro La Famiglia e dell’associazione Cerchi d’Onda.

19 febbraio 2018