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Pastorale sanitaria: don Altieri è il nuovo incaricato

L’annuncio nella presentazione dell’anno pastorale, al Maggiore. Monsignor Andrea Manto sarà il nuovo incaricato del Centro per la pastorale familiare

Prendersi cura dell’ammalato e della sua famiglia, mettere al centro la persona, la sua dignità e non la malattia, spesso causa di divisioni familiari, è il gravoso compito cui è quotidianamente chiamato chi opera in una struttura sanitaria. Diventa quindi fondamentale rilanciare la consulta diocesana della pastorale sanitaria creando una vera aggregazione tra tutte le realtà coinvolte. Questo l’argomento principale del convegno svoltosi sabato 16 settembre nella Sala conferenze del Seminario Maggiore in occasione della presentazione del nuovo programma dell’Ufficio per la pastorale della Salute del Vicariato di Roma.

“Curare sempre, guarire se è possibile. Credo, aiutami nella mia incredulità” il tema dell’incontro che ha visto insieme le diverse realtà ecclesiali impegnate nella pastorale, cioè operatori sanitari, cappellani, religiose, associazioni e laici. Una delle proposte avanzate per mettere al centro la cura della persona è stata quella di una pastorale integrata, una sorta di gemellaggio tra parrocchie ed ospedali. L’idea è quella di creare una rete internet attraverso la quale la chiesa informi i cappellani sul ricovero di parrocchiani e viceversa per poter sempre essere vicini ai malati e alle famiglie e «avere un campo di azione concreto e condiviso» si legge nella proposta.

Il convegno è stato aperto da monsignor Andrea Manto che dopo cinque anni lascia il suo incarico di direttore dell’ufficio per la Pastorale della salute per ricoprire il ruolo di responsabile della pastorale della famiglia a Roma. Durante gli anni trascorsi nel settore sanitario, prima da studente di Medicina e poi con l’opera pastorale, Manto ha acquisito la consapevolezza che «il luogo della malattia e della sofferenza è un luogo privilegiato per l’annuncio del Vangelo. Dove c’è la croce si rivela il più grande mistero di amore». È qui che bisogna riscoprire «la capacità di dare testimonianza, incarnare nei fatti le cose che facciamo».

Manto ha quindi evidenziato che tra la pastorale sanitaria e quella della famiglia esiste una stretta connessione perché chi lavora o svolge volontariato in un ospedale deve «vivere il proprio servizio in “formato famiglia” per promuoverla. Se la famiglia è solida lo è la società, l’educazione dei giovani, la trasmissione della fede di generazione in generazione. Questo è un ambito nel quale la pastorale può fare tanto perché dietro ogni malato e ogni operatore sanitario c’è una famiglia».

Il nuovo anno pastorale rappresenta quindi «l’occasione per superare la nostra incredulità e testimoniarla attraverso un impegno di servizio accanto al fratello che soffre» ha detto monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e incaricato della pastorale sanitaria. Un servizio che deve essere svolto in silenzio perché «la carità va praticata senza farsi pubblicità, per evangelizzare non è necessario il consenso».

Una vicinanza fraterna che può portare anche «l’umanizzazione della medicina se la malattia è vissuta e condivisa come esperienza di cura e guarigione. Il Vangelo è l’annuncio che il risorto non abbandona il fratello malato e indica la strada per curarlo». Monsignor Leuzzi ha anche presentato il nuovo responsabile dell’Ufficio, don Fernando Altieri, attuale rappresentante dei cappellani dei luoghi di cura nel Consiglio presbiteriale. Il calendario della pastorale sanitaria è fitto di appuntamenti tra i quali non mancano corsi di formazione per cappellani, religiose e operatori sanitari. Sabato 23 settembre è in programma il secondo convegno regionale su “Assistenza domiciliare e cure palliative: prospettive pastorali e percorsi formativi” che si terrà al santuario del Divino Amore a partire dalle 9.

18 settembre 2017