L'informazione della Diocesi di Roma

Piccole dimenticanze con l’età che avanza

Con l’incalzare degli anni, a seguito anche di tanta stanchezza accumulata, capitano con più fequenza dimenticanze mai verificatesi prima

Con l’incalzare degli anni, a seguito anche di tanta stanchezza accumulata, capitano con più fequenza dimenticanze mai verificatesi prima

Detto fra noi, lo diciamo sottovoce, avanzando l’età diminuiscono in modo generalizzato le prestazioni cognitive. Con l’incalzare degli anni, a seguito anche di tanta stanchezza accumulata, capitano con più fequenza dimenticanze mai verificatesi prima. Probabilmente numerosi fattori concorrono al manifestarsi del fenomeno, tra cui l’invecchiamento, i cambiamenti di vita, le terapie farmacologiche oppure i traumi fisici di varia natura, che aumentano l’affaticamento, con conseguenze talvolta inimmaginabili.

Ogni individuo ha, tuttavia, una caratteristica capacità di reagire ai cambiamenti della vita, una abilità di resistere e superare le difficoltà con maggiore facilità rispetto ad altri, chiamata “resilienza”. Questa qualità indubbiamente è funzionale nel momento in cui si vivono cambiamenti radicali della propria vita; avere una buona resistenza, infatti, può favorire l’adattamento. Quando le disattenzioni o le dimenticanze impattano sulla nostra vita più di quanto immaginiamo è possibile facilitare l’adattamento avvalendosi di piccoli stratagemmi. Risulta molto utile, ad esempio, usare agende o promemoria per programmare le attività da svolgere settimanalmente o una lista degli impegni giornalieri, per le quali oggi è possibile farsi aiutare da numerosi apparecchi tecnologici.

Sforzarsi di prendere l’abitudine di mettere gli oggetti che si perdono facilmente, come chiavi, portafogli, occhiali e telefono sempre nello stesso posto. Ma soprattutto provare a prestare attenzione a ció che si fa, evitando di procedere in modo automatico, poiché questo rende più difficile il recupero del ricordo. Spesso accade ad esempio, di non ricordare dove sia stato riposto un documento importante o la spilla della bisnonna; in questi casi non è utile continuare a rivoltare i cassetti o rimuginare: sarebbe opportuno invece far passare del tempo, distrarre la mente con altre attività, in modo che possa lavorare con meno pressione e ritornare sul ricordo con più calma.

Quando è opportuno preoccuparsi? In genere quando le difficoltà a ricordare eventi o persone interferiscono con la qualità della vita, determinando una perdita notevole non solo in termini di prestazione, ma anche di autonomia. Molto dipende anche dalle proprie attitudini e dalle caratteristiche specifiche: una persona che in genere è sempre stata distratta e lievemente smemorata tenderà ad esserlo ancora di più, mentre colpisce la disattenzione in persone che sono sempre state vigili o con una memoria affidabile.

Sarebbe opportuno sottoporsi, pertanto, ad un assessment neuropsicologico per verificare le competenze cognitive generali e le capacitá mnestiche, in particolare, a seguito del quale sará possibile rilevare eventuali problematiche e valutarne la gravità e l’evolversi nel tempo. La disattemzione e le difficoltà di memoria seppure non rappresentino il segnale di disturbi più gravi possono condizionare il nostro funzionamento, ma allo stesso tempo è possibile contrastarne l’impatto negativo anche con piccoli accorgimenti. Allora buon lavoro.

 

17 aprile 2015