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Giornata internazionale della carità, raccolta di preghiere a 20 anni dalla morte di madre Teresa

Il 5 settembre 1997 moriva la santa di Calcutta. Caritas italiana la ricorda con una serie di meditazioni dal titolo “Per uno sviluppo integrale dell’uomo”

20 anni fa, il 5 settembre 1997, moriva madre Teresa di Calcutta. Oggi, in quella stessa data divenuta dal 2012 Giornata internazionale della carità, Caritas italiana pubblica online la raccolta di preghiere intitolata “Per uno sviluppo integrale dell’uomo”,in un periodo in cui, evidenziano dall’organismo pastorale, l’attenzione alla povertà è richiamata dalla consueta Giornata internazionale di lotta alla povertà che cade il 17 ottobre e in vista della prima Giornata mondiale dei poveri, indetta da Papa Francesco per il prossimo 19 novembre. L’obiettivo della pubblicazione è quello di sottolineare la dimensione contemplativa dell’incontro con i poveri, a cui sono dedicate le meditazioni scritte dagli operatori e dai componenti dei gruppi nazionali di Caritas italiana, espressione delle regioni e delle Caritas diocesane.

«Agiamo, coinvolgiamo, sensibilizziamo, animiamo, promuoviamo, formiamo, crediamo nella Carità – si legge nell’introduzione -. E preghiamo DioCarità, perché senza lui, non possiamo fare nulla. Tramite Maria e i grandi santi della carità chiediamo aiuto, chiediamo la carità alla Carità. Lo chiediamo con parole nostre, semplici». Il riferimento fondamentale è quel concetto di sviluppo umano integrale – lo stesso che «ha spinto Papa Francesco a istituire uno specifico dicastero – che «definisce i luoghi entro cui le azioni del nostro ministero si collocano, oltre che le relative modalità con le quali queste vanno ad interagire tra di loro, affinché il seme della Parola di Dio, inserita nel contesto di un mondo che registra cambiamenti epocali, ottenga sempre l’effetto della creazione buona, che soltanto la Carità di Dio concepisce e genera». Nella piena consapevolezza che «tale sviluppo non potrà mai attuarsi se non si coniugano tra loro le grandi tematiche che sono sempre state oggetto della nostra attenzione pastorale e sociale: giustizia, pace, salvaguardia del creato. In questa prospettiva – si legge ancora nell’introduzione – sottolineiamo che il concetto di sviluppo umano integrale implica un impegno “emancipativo”, teso cioè a favorire il protagonismo di ogni persona nella comunità, a partire dai più poveri e meno tutelati, proprio perché il termine persona deve comprendere sempre relazione, inclusione, dignità, libertà».

Gli autori delle preghiere richiamano infine le parole di Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale dei poveri: il suo invito, davanti agli 800 milioni di poveri assoluti, a «incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi – scrive il Papa – è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, e a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce».

Affermare che «la carità può contribuire alla promozione del dialogo tra persone di diverse culture e religioni, come pure la solidarietà e la comprensione reciproca». Questo l’obiettivo con il quale nel dicembre 2012 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata internazionale della carità, scegliendo la data del 5 settembre, in memoria della morte di madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la pace nel 1979, ««la cui vita e le opere buone per alcuni dei più poveri e più vulnerabili membri della famiglia umana sono un’ispirazione e un esempio enorme», ricordava l’allora segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

5 settembre 2017