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Premio Amnesty a “They call us monster” e “Confino”

I due film sono stati premiati alla 47ma edizione del Giffoni Experience per aver rappresentato, meglio di altri, il tema dei diritti umani 

I due film sono stati premiati alla 47ma edizione del Giffoni Experience per aver rappresentato, meglio di altri, il tema dei diritti umani 

Nel corso della 47esima edizione del Giffoni Experience una giuria composta da attivisti campani ha scelto i due film che hanno meglio rappresentato il tema dei diritti umani. Vince il Premio Amnesty 2017 “They call us monsters” di Ben Lear con la seguente motivazione: «Per aver mostrato con impatto e chiarezza le sfaccettature di storie difficili di adolescenti, nei loro errori e nelle loro qualità. Per aver affrontato il tema della possibile reintegrazione di questi ragazzi nella società, colpevoli di crimini violenti ma processati come adulti, violando così i loro diritti e privandoli della possibilità di essere quelle persone che già a tratti dimostrano e desiderano di essere».

«Per aver messo in evidenza il dibattito che la legge 260 porta con sé – continua la motivazione -, raccontando la dolcezza e la spensieratezza di questi giovani e la tragedia dei gravi crimini che hanno commesso. Uno Stato che lascia a se stessi questi ragazzi rischia di perdere la loro sensibilità, acuita da una vita difficile, e il possibile contributo che potrebbero dare alla società una volta scontata la pena».

Il Premio Amnesty Corto 2017 è stato
invece assegnato all’italiano “Confino” di Nico Bonomolo «per la capacità di raccontare attraverso una storia del passato una realtà quanto mai attuale. La negazione della libertà d’espressione da parte delle autorità rappresenta una grave violazione dei diritti umani ma è soltanto grazie al poter esprimere liberamente il proprio pensiero che una società civile può essere definita tale, poiché essa si sviluppa e cresce attraverso il confronto e il rispetto delle diverse opinioni di tutti». La giuria Amnesty ha scelto di dedicare questo premio a Idil Eser e Taner Kiliç, rispettivamente direttrice e presidente di Amnesty International Turchia, attualmente in carcere insieme ad altri attivisti per i diritti umani a causa del loro lavoro in difesa della libertà di espressione.

24 luglio 2017