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Raggi indagata per la nomina di Renato Marra

La prima cittadina ha ricevuto un invito a comparire da parte della Procura di Roma. Il reato: abuso d’ufficio e falso. «Sono molto serena»

La prima cittadina ha ricevuto un invito a comparire da parte della Procura di Roma. Il reato: abuso d’ufficio e falso. «Sono molto serena. Ho fiducia nella magistratura»
«Oggi mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata». Il sindaco di Roma ha affidato alla sua pagina Facebook la notizia arrivata nel pomeriggio di ieri, martedì 24 gennaio: l’avviso di garanzia per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, nell’ambito dell’inchiesta sulla nomina a direttore del dipartimento Turismo di Renato Marra, fratello dell’ex capo del personale, Raffaele, arrestato nel dicembre scorso. Sarà interrogata lunedì 30 dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai sostituti titolari dell’inchiesta sulle nomine in Campidoglio: dovrà chiarire per qualche motivo abbia mentito all’Anac, l’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, sostenendo di «aver deciso in piena autonomia» la promozione di Renato Marra al vertice del dipartimento Turismo.

Secondo la Procura Raggi avrebbe detto il falso alla responsabile anticorruzione del Campidoglio e non avrebbe impedito a Raffaele Marra di partecipare alle procedure di nomina del fratello Renato. È indagata dunque per falso in quanto avrebbe detto al responsabile anticorruzione del Comune, Mariarosa Turchi, di aver agito in autonomia per la nomina. L’abuso d’ufficio invece è contestato per non aver fatto una comparazione dei curricula e non aver impedito a Raffaele Marra di partecipare alle procedure di nomina del fratello, su cui cade la stessa accusa, per la medesima circostanza.

Raggi in pubblico minimizza: «Andiamo avanti, non è successo niente. Tutto come previsto, sono tranquilla». Intanto però si è sottoposta a tutte le procedure previste dal Movimento 5 Stelle, secondo quel codice deontologico varato proprio per eliminare l’automatismo delle sanzioni in casi come questi. «Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del Movimento – scrive nel post -. Ho avvisato i consiglieri di maggioranza e i membri della giunta e, nella massima trasparenza che contraddistingue l’operato del M5S, ora avviso tutti i cittadini. Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento».

I vertici del Movimento intanto tranquillizzano: nessun provvedimento in programma verso la prima cittadina della Capitale. Nel fratemmpo però rafforzano il cordone di sicurezza intorno a lei, che potrebbe includere anche la nomina del capo di gabinetto, ancora vacante. Una scelta che potrebbe arrivare direttamente da Milano.

25 gennaio 2017