Finora May, succeduta alla guida del governo e dei conservatori a David Cameron senza passare per le urne dopo la sconfitta dell’allora primo ministro al referendum sulla Brexit del 23 giugno, aveva sempre detto di voler arrivare in fondo all’attuale legislatura, destinata a concludersi nel 2020. Ora invece un peso sulla scelta di andare alle urne lo hanno avuto anche i sondaggi favorevoli che danno i conservatori avanti di 21 punti sui laburisti, e quindi destinati ad ampliare la maggioranza di 21 seggi.

Una decisione presa «con riluttanza», ha ripetuto due volte la leader conservatrice, e «solo da poco tempo», che deve ora essere formalizzata dal Parlamento. Favorevole anche l’opposizione laburista. «Il Paese è unito ma Westminster è divisa», ha detto,  rivolgendosi al popolo per chiedere un mandato forte per il suo partito che metta a tacere la guerriglia delle opposizioni. E le dia anche una piattaforma più solida da cui negoziare con Bruxelles. May ha assicurato che si batterà «con determinazione» in campagna elettorale. «Domani votiamo per le elezioni, portiamo avanti i nostri piani
per la Brexit e i nostri programmi alternativi per il governo – ha concluso – e poi lasciamo che sia il popolo a decidere».