L'informazione della Diocesi di Roma

Il rilancio culturale di Roma passa dalle università

Pastorale universitaria impegnata nell’accoglienza degli studenti nella capitale. il vescovo Lorenzo Leuzzi: «Qui nessuno è fuori sede. Ricchezza del patrimonio culturale non riesce ad emergere»

Formare le nuove generazioni e creare una cultura della promozione dei talenti e dell’accoglienza è un investimento per la società. Gli studenti universitari a Roma sono 250 mila senza contare i 16 mila che frequentano gli istituti pontifici, il 90% dei quali provengono da ogni parte del mondo (solo all’università Gregoriana sono iscritti giovani originari di 125 Paesi), e quelli che hanno scelto le università straniere (1.200 frequentano l’americana John Cabot University). Per tutti loro è necessario creare una rete e implementare la cultura dell’accoglienza. Di questo si è discusso sabato mattina, 21 ottobre, durante il convegno “Nessuno a Roma è fuori sede. L’accoglienza dell’intelligenza a Roma”, organizzato dall’ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma nell’ambito della Settimana dell’accoglienza e svoltosi nella Sala Conferenze della Residenza Universitaria De Lollis.

Direttori e responsabili dei collegi di merito, dei campus e delle residenze romane hanno portato la propria testimonianza e illustrato le attività svolte nel campo dell’accoglienza per garantire a tutti il diritto allo studio sancito dalla Costituzione Italiana, andando incontro alle tante famiglie per le quali oggi «è un lusso» consentire ad un figlio di frequentare l’università come è stato ribadito più volte.

Alcuni suggerimenti sono arrivati proprio dagli studenti. Simone Rebecchini de La Sapienza ha consigliato di aumentare e migliorare l’informazione sulle realtà presenti e sugli strumenti a disposizione degli studenti ricordando che risolvere il problema dell’accoglienza significa non vivere più la cosiddetta fuga dei cervelli come un aspetto negativo della nostra società perché, se si diventa attrattivi, ogni studente che decide di recarsi all’estero sarà sostituto da chi sceglie di formarsi in Italia. «Non siamo in molti a promuovere la crescita dei talenti, anzi c’è la tendenza a fare il contrario e questo crea presupposti pericolosi per la vita del nostro Paese» ha spiegato il vescovo Lorenzo Leuzzi, direttore dell’ufficio diocesano.

Le università in Italia sono 98 e un saldo positivo di iscrizioni si registra negli atenei della Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Perdite importanti di studenti invece per le facoltà della Sicilia, Calabria e Puglia. Si rende quindi necessario trovare la via per accogliere lo studente fuori sede evitando che «si perda durante il corso di studi e decida di abbandonare – ha affermato il dirigente dell’ufficio per l’internazionalizzazione della formazione superiore, Federico Cinquepalmi –. È nostro dovere tenere in considerazione che ogni persona che non arriva a formarsi rappresenta una perdita secca per la società soprattutto in Italia dove la diminuzione di nascite sta causando effetti catastrofici».

Per il presidente di Andisu, Carmelo Ursino, è importante «abbattere la sfiducia dello studente nei servizi cercando di trasmettere speranza ed opportunità» a partire dagli alloggi. Le strutture disponibili non sono sufficienti ed ha annunciato che «la Regione Lazio sta lavorando ad un enorme investimento sull’area dell’ex Forlanini che garantirà altri 10 mila posti letto. La Sapienza offre un contributo agli studenti che hanno un contratto di affitto registrato ma bisognerebbe andare incontro anche alle esigenze dei pendolari che solo in questo ateneo sono 17 mila».

«Creare un hub della cultura e fare in modo che i rettori di tutte le università interagiscono» è l’obiettivo proposto da Francesco Bonini, presidente vicario del Crul. «Dobbiamo trovare i modi affiche il sistema universitario venga riconosciuto – ha aggiunto –. C’è bisogno di una interlocuzione che istituzionalmente non c’è perché il Comune di Roma non ha alcuna competenza sul sistema universitario e quindi di fatto riconosce gli studenti solo come fruitori di servizi».

Per monsignor Leuzzi è quindi necessario trasmettere agli studenti il messaggio che a Roma non sono soli ma c’è una comunità impegnata ad accoglierli per permettere loro di sviluppare i propri talenti e ha ricordato che per gli studenti esterni a Roma è stata organizzata una festa di accoglienza che si terrà mercoledì 25 ottobre nella parrocchia Sant’Elena (via Casilina 205) a partire dalle 19.30. «Roma deve diventare sempre di più la capitale della cultura perché la ricchezza del mondo universitario, dei centri di ricerca e il patrimonio artistico e culturale è un sommerso che non emerge – ha concluso Leuzzi -. Il rilancio della città può partire da quello culturale e in questo la diocesi ha un grande ruolo non solo nell’assicurare e sostenere la tradizione ma nell’offrire una capacità culturale che solo il cristianesimo in questo momento può garantire perché verso la cultura non c’è più interesse».

 

23 ottobre 2017