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Sant’Egidio a Virginia Raggi: «Comune in ritardo sul piano freddo»

Il presidente Impagliazzo: «Indetta la gara ma la procedura non è ancora terminata. Al momento coperti solo 40 posti». Presentata la guida dedicata a Modesta Valenti

I senza fissa dimora a Roma sono 7.500, 3mila dei quali dormono all’aperto, 2mila trovano riparo in edifici abbandonati, 1.500 dormono in parrocchie, associazioni di volontariato e religiosi e circa mille presso i centri convenzionati con Roma Capitale. I dati sono stati resi noti questa mattina, lunedì 11 dicembre, dal presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, nel corso di una conferenza stampa durante la quale ha colto l’occasione per lanciare un appello ai romani affinché siano accanto alle persone sole, 600mila solo a Roma, e alle istituzioni per far fronte all’emergenza abitativa «di cui soffre la Capitale» e alle temperature rigide di questi giorni.

Secondo i dati forniti da Impagliazzo a Roma ci sono 40mila persone in lista di attesa all’Ater, 25mila occupano luoghi pubblici, 7mila occupano impropriamente alloggi popolari e 5.500 sono rom; «una città nella città». Il presidente di Sant’Egidio ricordando che ci sono 250mila case sfitte oltre a beni demaniali pubblici inutilizzati ha proposto al sindaco la creazione di una agenzia pubblica dell’abitare che possa accogliere costruttori, proprietari di appartamenti e le altre istituzioni «affinché le persone senza casa possano trovare un alloggio con il sostegno delle istituzioni». Sul piano di superamento dei campi rom voluto dal Campidoglio ha sottolineato che «l’idea è buona ma irrealizzabile se le istituzioni non sono accanto a queste persone».

Per Impagliazzo, Roma Capitale «è in ritardo anche per l’emergenza freddo – ha aggiunto –; ha indetto una gara per 230 posti ma la procedura non è ancora terminata e al momento sono stati coperti solo 40 posti». Impagliazzo ha inoltre chiesto maggiore collaborazione tra le istituzioni, la società civile e i cittadini in tema di reinserimento sociale. Durante l’incontro è stata anche presentata la 28° edizione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi” dedicata a Modesta Valentini, la clochard che il 31 gennaio 1983 si sentì male alla stazione Termini e morì poco dopo perché l’ambulanza intervenuta per soccorrerla si rifiutò di prenderla a bordo. La guida di 253 pagine è suddivisa in 14 sezioni e riporta 564 indirizzi tra i quali quelli di 41 mense, 29 servizi docce, 39 centri dove curarsi, dove trovare assistenza sanitaria per chi si trova in stato di necessità a Roma e provincia, oltre ad informazioni utili per accedere per esempio a pratiche giuridiche o a prestazioni assistenziali e pensionistiche.

Tra i nuovi servizi presenti nella guida, la Lavanderia del Papa in via di San Gallicano. «Aumenta la generosità da parte dei romani – ha proseguito Impagliazzo – aumentano le mense e le cene per strada offerte da 40 gruppi alcuni nati spontaneamente in vari quartieri». Durante la conferenza è stata anche presentata la campagna di raccolta fondi “A Natale, aggiungi un posto a tavola” promossa dalla Comunità di Sant’Egidio alla quale si può contribuire attraverso una donazione di 2 euro tramite sms o di 5 euro con chiamata da rete fissa al 45568 dal 10 al 25 dicembre. Obiettivo è quello di offrire il pranzo di Natale ad oltre 60 mila persone in più di cento città italiane tra le quali Roma, Genova, Milano, Firenze, Napoli, Palermo e oltre 200mila in Europa, Africa, Asia e America Latina.

A 35 anni dal primo pranzo di Natale
nella basilica di Santa Maria in Trastevere, al quale parteciparono 20 persone, tra anziani soli e senza fissa dimora, la Comunità di Sant’Egidio ha “allargato” la sua tavola e solo a Trastevere il prossimo 25 dicembre gli ospiti saranno 3 mila. Tavole imbandite anche in numerosi istituti per anziani e nelle carceri come Regina Coeli. Ma i festeggiamenti inizieranno già dalla Vigilia di Natale con una cena itinerante nelle stazioni e in altri luoghi di raduno abituali dei senza fissa dimora.

Tutti gli ospiti conosciuti dai volontari
riceveranno utili regali personalizzati come coperte e sacchi a pelo, prodotti per l’igiene personale e indumenti. «La caratteristica di questi pranzi di Natale è che gli ospiti sono tutti conosciuti dai nostri volontari – ha concluso il presidente della Comunità di Sant’Egidio – è un pranzo particolarmente solenne per persone che seguiamo tutto l’anno, una vera festa di famiglia dove si confonde chi serve e chi è servito».

 

11 dicembre 2017