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Sant’Egidio: in Centrafrica «il processo di pace va avanti»

A meno di un mese dalla firma dell’accordo di pace, presso la Comunità, l’analisi del responsabile Relazioni internazionali Mauro Garofalo

A meno di un mese dalla firma dell’accordo di pace, presso la Comunità, l’analisi del responsabile Relazioni internazionali Mauro Garofalo. La creazione di un Comitato

Era il 19 giugno, meno di un mese fa, quando rappresentanti della autorità e dei gruppi armati della Repubblica Centrafricana hanno siglato un’intesa per il cessate il fuoco, il disarmo graduale e l’inizio di un processo di riconciliazione nazionale, dopo i negoziati svolti nella sede della Comunità di Sant’Egidio. Ieri, giovedì 13 luglio, il responsabile delle Relazioni internazionale della Comunità Mauro Garofalo, di ritorno da una missione nel Paese, ha illustrato in una conferenza stampa la situazione del Centrafrica all’indomani dell’intesa di Roma. «L’accordo – ha osservato – è vivo ed è sostenuto da una forte e rinnovata volontà di pace da parte di tutti gli attori, civili e religiosi, della crisi centrafricana».

Nella sua visita a Bangui Garofalo ha incontrato il presidente Touadéra, ministri e deputati dell’Assemblea nazionale, i leader delle formazioni politico-militari e le autorità religiose, tra cui il cardinale Nzapalainga. Quest’ultimo ha ricevuto la delegazione di Sant’Egidio con altri membri della Conferenza episcopale centrafricana, esprimendo il suo sostegno ai contenuti dell’accordo. Un appoggio fiducioso al processo di pace è stato manifestato anche dal presidente Touadéra, che ha definito «storico» l’accordo di Roma e che, ricevendo alla Presidenza della Repubblica tutti i rappresentanti dei gruppi armati firmatari dell’accordo, ha detto loro: «Con l’intesa di Roma voi avete dimostrato di voler entrare nella storia dalla porta principale».

Da parte della Comunità, Garofalo ha riaffermato la volontà di accompagnare e sostenere l’implementazione del processo di pace, sottolineando la «necessità di uscire dalla spirale di violenza attraverso una dinamica di riconciliazione e di perdono». Proprio per questo, «nei prossimi giorni verrà creato un “Comité de Suivi”, composto da rappresentanti della Presidenza, dell’Assemblea nazionale, dei gruppi armati, della Missione Onu e della Comunità di Sant’Egidio». Una «struttura leggera», con l’obiettivo di «applicare le misure previste dall’accordo, analizzare e, di volta in volta, risolvere le difficoltà nel processo di disarmo. È tempo per il Centrafrica di voltare pagina – le parole di Garofalo -. Con l’accordo di Roma si è avviato un processo che restituirà a milioni di centrafricani la pace e la possibilità di condurre una vita normale».

14 luglio 2017