Come scegliere la scuola superiore: 5 domande (e risposte) dei genitori

Dai termini di scadenza per le iscrizioni agli atteggiamenti da evitare: Save the Children risponde ai dubbi di mamme e papà alle prese con la scelta della scuola secondaria dei propri figli

Il passaggio dalla scuola secondaria di primo a quella di secondo grado avviene in un momento delicato della crescita dei ragazzi. Save the Children ha provato a rispondere a cinque domande frequenti dei genitori per supportare il loro lavoro in un periodo della crescita dei propri figli (11-14 anni) caratterizzato da trasformazioni connesse allo sviluppo psichico e fisico e da un crescente bisogno di indipendenza. Tante le curiosità ricorrenti, dai termini di scadenza per le iscrizioni fino alle attività di orientamento, dagli atteggiamenti da evitare al come capire quale scuola è più adatta al proprio figlio. Ecco le cinque domande (e le relative risposte) che aiutano le famiglie.

Quali sono i termini di scadenza per le iscrizioni?
Fino al 6 febbraio è possibile registrarsi al portale del ministero dell’Istruzione per effettuare l’iscrizione alle scuole di primo e secondo grado. Si potranno indicare fino a tre scuole, ognuna delle quali può essere identificata attraverso un codice disponibile anche sul sito Scuola in Chiaro, su cui si possono reperire molte informazioni sugli Istituti scolastici di proprio interesse. Una volta completata l’iscrizione, il ministero invierà in automatico una email al genitore e alla scuola con la conferma. La scuola infine accetterà o, in caso di indisponibilità invierà la domanda alla seconda scuola scelta dal genitore.

È utile partecipare ad attività di orientamento?
Oggi l’orientamento non è più solo lo strumento per gestire il passaggio tra i diversi gradi di scuola, formazione e lavoro ma assume un valore importante nella vita di ogni persona, garantendone lo sviluppo e sostenendola nei processi di scelta e di decisione. L’orientamento fornisce ai ragazzi gli strumenti per conoscere se stessi e la realtà esterna, per definire i propri obiettivi formativi e lavorativi, tenendo nella giusta considerazione i propri bisogni e caratteristiche al fine di prendere decisioni autonome e responsabili. Questo presuppone un processo continuo che li renda capaci di affrontare criticità e fasi di transizione. Nella scelta della scuola i ragazzi prendono una delle prime decisioni importanti della loro vita, ed è giusto mantenere un equilibrio tra preferenze, aspettative, attitudini personali e caratteristiche didattiche della scuola stessa.

Come capire se la scuola a cui mio figlio vuole iscriversi è di qualità ed è la più adatta per lui?
Tra didattica e scelta educativa, non dobbiamo dimenticare che la scuola migliore in assoluto non esiste, bensì esiste quella più adatta ad ogni ragazzo. Certamente gli Open Day sono un’occasione utile per prendere informazioni, parlare direttamente con gli insegnanti, visitare gli spazi dedicati alla didattica, verificare la presenza di aree verdi e all’aperto. Un ulteriore strumento che può guidare nella scelta è quello del Ptof, il Piano triennale dell’offerta formativa, quasi sempre disponibile nella pagina web delle scuole, dove vengono descritte le proposte formative.  È importante soffermarsi anche sulle occasioni educative che la scuola offre al di là della didattica, ad esempio attività extra scolastiche, progetti che coinvolgono la comunità educante e che sono occasioni di crescita e di apprendimento. È inoltre possibile consultare il portale di ricerca Scuola in Chiaro e analizzare i dati relativi alla singola scuola, ad esempio il numero medio di alunni per classe, i loro voti, la composizione dei professori, i servizi e i laboratori offerti dalla scuola, i risultati dei test Invalsi nonché il Rav, il Rapporto di autovalutazione nel quale ogni scuola racconta se stessa.

Qual è il ruolo dei genitori nel sostenere e accompagnare i figli nella scelta?
La scelta della scuola secondaria di secondo grado fa parte dell’elaborazione del proprio progetto personale di vita.  Sostenere positivamente questo passaggio significa aiutare il ragazzo alla costruzione della propria identità e della consapevolezza di sé. In questo senso, il ruolo dei genitori dovrebbe essere quello di favorire la consapevolezza riguardo le proprie attitudini, interessi, motivazioni e valorizzare le potenzialità e le risorse. Mantenere un clima di apertura e di ascolto dei desideri del proprio figlio, essere disponibili al dialogo, analizzare insieme le informazioni nello sforzo comune di superare le preoccupazioni che normalmente si accompagnano alle scelte importanti. Altrettanto importante è evitare di sostituirsi ai figli per tutelarli dalla fatica della scelta e dalla paura di sbagliare.

Quali gli atteggiamenti da evitare?
È impensabile che la scelta scolastica di un figlio lasci indifferenti i genitori, poiché suscita inevitabilmente aspettative, speranze, fantasie e paure. Non esistono regole sicure da proporre, ma certamente può essere di aiuto individuare gli atteggiamenti poco efficaci. Due azioni da evitare riguardano l’Imposizione della propria volontà, costringendo il figlio ad una scelta non in linea con le sue inclinazioni oppure, al contrario, lasciarlo solo di fronte alla scelta. È necessario “mantenere la giusta distanza”, offrire un sostegno affettivo, basato sul dialogo, la comprensione di risorse e limiti e la valorizzazione delle passioni.

31 gennaio 2018