Scuola-famiglia, serve un dialogo per il bene dei ragazzi

Nel territorio i consultori familiari sono un ottimo polo per integrare le differenze e vederle come risorse al fine di attivare un rapporto che favorisca la crescita

Negli ultimi tempi accade di trovare notizie di cronaca relative ad alunni oppure genitori che aggrediscono insegnanti, sembra che famiglia e scuola deleghino l’uno all’altro la responsabilità dell’educazione dei giovani. Queste istituzioni sembra non si rendano conto che è soltanto mettendo l’interesse dell’adolescente al centro, attraverso un lavoro congiunto piuttosto che in direzioni opposte, che riusciranno a tirar fuori le risorse ovvero ad educare i nostri giovani.

L’adolescenza è per gli individui un momento di differenziazione dalla famiglia e di ricerca della propria identità e della propria strada. I modelli trasmessi in famiglia sono importanti in questa fase della vita, ma lo sono anche quelli trasmessi dalla scuola. Sarà fondamentale che, al di là delle differenze che possano esistere tra famiglia e scuola, entrambi i modelli trasmessi si basino sui principi della convivenza civile, come il rispetto.

Per poter realizzare tale condizione bisognerebbe impostare sin dall’asilo nido il rapporto famiglia-scuola: possiamo metaforicamente considerare tale rapporto come quello di una coppia genitoriale dove le differenze tra i due sistemi padre-madre o scuola-famiglia sono chiamati a svolgere la funzione educativa.

Nel territorio i consultori familiari sono un ottimo polo per poter integrare le differenze e vederle come risorse, al fine di attivare un dialogo che favorisca la crescita. I consultori possono essere i precursori o catalizzatori di questo tipo di rapporto scuola-famiglia: hanno accesso diretto alle famiglie e potrebbero lavorare con loro sull’importanza di avere un dialogo continuo con la scuola; sull’importanza dell’interessarsi all’andamento scolastico del figlio anche se i voti sono buoni; sul loro essere presenti nella complessità della vita di loro figlio. Si potrebbero organizzare gruppi di sostegno alla genitorialità e gruppi di sostegno per gli insegnati. Potremmo dire che il ruolo dei consultori familiari in questa equazione potrebbe essere quello di fare da ponte e aiutare a dialogare questa “coppia” come spesso si fa con le coppie genitoriali (a cura di Marta Giner Alventosa, psicologa).

 11 maggio 2018