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Scuola, la boa della maturità

Al via oggi, 18 giugno, gli esami di Stato per circa 500mila studenti italiani. Il rito di passaggio a una stagione più “adulta”, di maggiori consapevolezze. Poi tutto, comunque vada, sarà diverso

Pronti, via. Questa mattina, mercoledì 18 giugno, è scattata l’ora dell’esame di Stato per circa 500mila studenti italiani che vi si sono avvicinati – è immaginabile – con una certa apprensione. Si tratta, infatti, di una boa importante da passare, un punto di arrivo atteso al termine del lungo percorso scolastico che caratterizza la maggior parte dei ragazzi italiani e che apre a mondi differenti. Per alcuni sancisce di fatto il termine di una stagione che può essere apparsa interminabile, passata sui banchi, la linea di confine tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Per altri diventa il passaggio verso l’università e un nuovo modo di approcciare gli studi e le relazioni. Per tutti, in qualche modo, ricorda la necessità di avviarsi verso una stagione più “adulta”, di maggiori consapevolezze e responsabilità. Non a caso continuiamo a chiamare questo passaggio, questo esame, la “maturità”.

Un esame, la maturità, che ha conosciuto anche negli ultimi anni, molti cambiamenti e che sta nuovamente per cambiare. Infatti questa sarà l’ultima volta per gli esami con la formula attualmente in vigore. Con il prossimo anno scolastico va a regime anche il quinto anno della “Riforma Gelmini”, con i nuovi programmi per tutte le discipline dell’ultimo anno della scuola superiore e, di conseguenza, le prove dovranno tenerne conto. Tra i cambiamenti ci saranno anche le modalità di valutazione del curriculum complessivo degli studenti, con più importanza data alle attività laboratoriali, agli stage, e alle competenze da acquisire in vari modi. È in corso, poi, una riflessione sulla terza prova, con la “tensione” tra locale e nazionale (ma pare che organizzarne una nazionale curata dall’Invalsi sia troppo difficoltoso, anche in considerazione delle diversità significative tra realtà italiane) e insieme maturerebbe l’ipotesi di dire addio alla cosiddetta “tesina”, considerata antiquata, ma soprattutto ormai svilita dalle innumerevoli possibilità di “copia e incolla” su internet, social in prima linea.

Insomma, si cambierà. Per adesso, però, l’appuntamento del 18 giugno è con la prima prova di italiano, che come di consueto proporrà agli studenti di misurarsi con quattro diverse opzioni (analisi del testo, saggio breve/articolo di giornale, tema storico e tema di attualità). Il giorno dopo toccherà alla seconda prova, con materie caratterizzanti (ad esempio, greco al classico, matematica allo scientifico e lingua straniera al liceo linguistico). Infine, a conclusione degli scritti, la terza prova, quella “local”, cioè solitamente il test a domande aperte, chiuse o nella tipologia mista, elaborato dalle commissioni sui contenuti delle materie dell’ultimo anno: è programmata per lunedì 23 giugno.

Poi ci sarà l’esame orale, ultimo scoglio di un percorso impegnativo, come si conviene a un esame che probabilmente resterà per tutta la vita nella memoria di chi lo sostiene. È singolare come ormai, nell’approssimarsi della maturità, si moltiplichino proprio i ricordi, con i media e internet che propongono le testimonianze delle persone famose e meno famose sulla loro maturità. Non solo un curioso dejà vu. Piuttosto l’invito a riflettere, a partire dall’esame finale e dandosi il tempo necessario, sull’intero cammino scolastico che, in bene e in male, segna l’esistenza di ciascuno.

18 giugno 2014