Simona Atzori a San Giovanni tra un migliaio di cresimandi
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Simona Atzori a San Giovanni tra un migliaio di cresimandi

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Monsignor Lonardo presenta la Festa diocesana che li riunisce ogni anno. La presenza della ballerina e pittrice priva delle braccia: un «messaggio di speranza»

«La stessa piazza del concertone del Primo Maggio – dice ridendo monsignor Andrea Lonardo – si riempirà di cresimandi che giocano al tiro alla fune». Il prossimo 20 maggio la diocesi vivrà la Festa dei cresimandi, un momento di incontro che si ripete ormai da quindici anni e che accoglierà in piazza San Giovanni un migliaio di adolescenti provenienti da 50 parrocchie «di Roma e delle diocesi vicine», spiega il direttore dell’Ufficio catechistico. L’iniziativa arriva a conclusione dell’anno di preparazione per accedere al sacramento della confermazione e avrà come ospite d’onore Simona Atzori, celebre ballerina e pittrice che pur essendo priva di braccia dalla nascita «continua a dare un messaggio di speranza ai giovani», sottolinea Lonardo. Padre Maurizio Botta, volto di Tv2000 e blogger, terrà la meditazione finale. «Il Vicariato quel giorno diventerà la casa dei ragazzi», commenta il sacerdote.

locandina festa cresimandi 2017“Cosa ti manca per essere felice?” è il tema della Festa di quest’anno, dal titolo del libro scritto da Atzori. L’evento sarà suddiviso in tre parti: all’inizio i ragazzi si riuniranno nella piazza per giocare ai «giochi di una volta». Quindi la festa si sposterà nel quadriportico del Vicariato per l’incontro con l’artista: «Dopo aver danzato, racconterà cos’è stato per lei e per la sua famiglia questo suo desiderio di voler ballare e dipingere senza braccia e i ragazzi potranno farle delle domande». Quindi i cresimandi, seduti insieme per terra all’interno del Palazzo Lateranense, pregheranno con la guida spirituale di padre Botta, come anticipa monsignor Lonardo: «Sarà una catechesi fatta apposta per loro». Al centro, la cresima. Una volta era una specie di “tappa obbligata” per sposarsi ma negli anni 2000 le cose non stanno più così: «In un mondo come quello di oggi, sempre più laico, non si può più dire che si fa la cresima “perché serve” ma è un sacramento che “serve” oggi più che mai».

Secondo Lonardo, «”serve” che ci sia un adulto che crede nei ragazzi e che gli dica: “Siete in gamba, ce la potete fare”». Perciò quest’anno è partita l’iniziativa “Chi fa bene a Roma”: «Insieme con i catechisti, i nonni e i loro genitori, i ragazzi hanno pulito una zona del loro quartiere. Si sono dati da fare, da ragazzi che ricevono lo Spirito per il servizio, a dare un segno di amore alla città, non solo all’interno della parrocchia». A inizio ottobre ci sarà inoltre un pellegrinaggio notturno sui luoghi di san Filippo Neri, «per scoprire la bellezza di Roma ascoltando una catechesi». A supporto dei catechisti anche il canale YouTube “catechistiroma”, con video realizzati da monsignor Lonardo e da padre Botta per capire cos’è la confermazione. La Cresima, prosegue il direttore dell’Ufficio catechistico, non è un atto che il fedele compie verso Dio, ma il contrario: «Noi da soli non ce la possiamo fare, è Dio che ci deve confermare». I ragazzi, continua, «si sentono deboli, come se non ci credessero più, per questo dobbiamo esserci».

Proprio sugli adolescenti si concentrerà il Convegno diocesano del prossimo giugno annunciato dal cardinale Vallini: «Gli adolescenti dicono no a qualsiasi cosa, a tutto, si ribellano, ed è giusto che sia così», dice provocatoriamente il direttore dell’Ufficio diocesano, poi spiega: «Devono sapere però che hanno qualcosa a cui tornare, devono essere incoraggiati. Hanno bisogno di un adulto che crede in loro: solo così si impegneranno».

18 maggio 2017