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Simposio Ccee, veglia di preghiera dei giovani a Barcellona

Dal 28 al 31 marzo il raduno promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. All’incontro 250 partecipanti tra vescovi e responsabili

Dal 28 al 31 marzo il raduno promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. All’incontro 250 partecipanti tra vescovi e responsabili 

Un sussidio in dodici punti in preparazione al simposio sui giovani che si terrà a Barcellona dal 28 al 31 marzo promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), in collaborazione con la Conferenza episcopale spagnola e l’arcidiocesi di Barcellona. Intitolato “Camminava con loro (Lc 24,15). Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”, all’incontro parteciperanno circa 250 partecipanti tra vescovi, responsabili per la pastorale giovanile, scolastica, universitaria, vocazionale e della catechesi delle Conferenze episcopali in Europa e si confronteranno sul tema dell’accompagnamento dei giovani con l’aiuto del sussidio.


Il simposio di Barcellona si propone
di «cercare il modo di impegnarsi nella situazione attuale in Europa e di capire come affrontarlo, accompagnando i giovani come Gesù fece con i discepoli sulla via di Emmaus». Sono 12 dunque i punti su cui le Conferenze episcopali europee intendono confrontarsi: Gesù e l’accompagnamento; Entusiasmo cristiano e volontà di Dio; Diversità e relazione; Identità e vita; Comunità e famiglia; Famiglia e Chiesa; Speranza e pienezza di vita; Gioia e vita; Giovani e loro linguaggi; Accompagnamento e Spirito Santo; Esame di coscienza e testimonianza; Evangelizzazione e Cristo. Il sussidio pone per ogni punto una serie d’interrogativi a cui rispondere anche in vista del Sinodo su giovani e vocazioni che si terrà in ottobre 2018.

Il sussidio di Barcellona è il
risultato di un’ampia consultazione. Nel settembre 2015, un comitato composto da rappresentanti di cinque ambiti pastorali (catechesi, scuola, università, giovani e vocazioni) si è incontrato a Malta e ha redatto un documento che è stato discusso durante la prima metà del 2016 in incontri separati con i delegati nazionali di tutti e cinque i settori. Il maggior numero possibile dei loro commenti è stato poi inserito nel documento finale, redatto a Madrid, da un altro piccolo comitato in rappresentanza dei cinque ambiti pastorali.

I giovani spagnoli pregheranno
per tutti i giovani europei. Si terrà una veglia di preghiera per i giovani dell’Europa. All’incontro parteciperanno circa 250 partecipanti tra vescovi, responsabili per la pastorale giovanile, scolastica, universitaria, vocazionale e della catechesi delle Conferenze episcopali in Europa. Nella serata di mercoledì 29 marzo alle ore 19.45 presso la Chiesa di Sant’Anna (Plazoleta de Santa Anna, 29 – 08002 Barcellona), i giovani del servizio diocesano di pastorale giovanile animeranno la veglia di preghiera che vuole essere un momento di preghiera per i giovani dell’Europa, prevede alcune testimonianze intercalate da momenti di adorazione e da canti. Al termine, i giovani animatori di Barcellona incontreranno i partecipanti in un momento di convivialità.

«I giovani sono decisivi per la
vita della Chiesa e della società. Essi hanno molti doni da condividere e che bisogna valorizzare: dedizione, creatività, generosità, desiderio di conoscere l’altro e di accoglierlo, o meglio, un grande desiderio di amare e di essere amati, di conoscere la verità e di aderire a essa. Essi credono di poter cambiare il mondo, ed è giusto e buono che lo credano». È quanto afferma monsignor Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee, alla vigilia del Simposio. «Accompagnare i giovani – prosegue monsignor da Cunha – diventa, quindi, una bellissima missione che Gesù ci affida. Significa per l’accompagnatore seguire insieme ai giovani la luce di Dio. La vita di chi accompagna non ha bisogno di essere perfetta ma egli deve guardare a Dio e vivere con impegno la realtà presente. Così, anche quando il giovane deve sorpassare ostacoli, l’accompagnatore è capace di dare un orientamento, una nuova prospettiva che diventa anche proposta attraente, al contrario del consumismo che non riesce a riempire il cuore».

«Amare i giovani porta a testimoniare
con la vita e la parola che vale la pena andare avanti, che cosa sia il bene e il male, e che cos’è la felicità vera. Non c’è, infatti, gioia più grande per un educatore che vedere il giovane avere un rapporto personale con Gesù Cristo, diventare cosciente di poter dare anche lui liberamente la vita per gli altri così da diventare lui stesso un vero testimone e accompagnatore per gli altri. Dobbiamo quindi curare non solo i giovani ma anche le famiglie e le comunità perché esse siano sempre più disponibili ed entusiasmate da questa missione di mostrare Cristo e di camminare con Lui. Per questo motivo, a Barcellona, le giornate saranno scandite da momenti di preghiera e dalla celebrazione quotidiana dell’Eucaristia durante la quale si pregherà per le vocazioni (mercoledì 29) e per la famiglia (giovedì 30)».

 

17 marzo 2017