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Oltre 1200 persone provenienti dalle 227 diocesi italiane saranno presenti al Convegno nazionale “Testimoni Digitali: volti e linguaggi nell’era crossmediale” presentato il 15 aprile alla sala Marconi di Radio Vaticana.
A otto anni da “Parabole mediatiche”, l’evento, che si terrà a Roma dal 22 al 24 aprile, sarà una preziosa opportunità per rispondere alla sfida dell’emergenza educativa e «per contribuire a creare nel mondo digitale una mentalità plasmata dal Vangelo», come ha ricordato il Segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata: «Ci troviamo in una nuova condizione mediatica, in un mondo interconnesso dove i media – ha detto – non sono più strumenti ma fattori di ambiente. In questo contesto i vescovi italiani hanno avvertito l’esigenza di riflettere, di capire meglio, di prendere l’iniziativa perché la missione della Chiesa possa essere svolta in modo efficace, attuale, contemporaneo anche in condizioni nuove». L’appuntamento, ha sottolineato monsignor Domenico Pompili, sottosegretario e portavoce della Cei, «non vuole inseguire mode tecnofile, ma si interroga sulla maniera in cui la rete cambia il nostro modo di vivere e pensare. Rispetto ai nuovi linguaggi, la Chiesa non ha pregiudizi. Nonostante gli aspetti problematici della rete, c’è infatti una grande apertura al fenomeno».
Oggi in effetti non si può prescindere dal rapporto con i media. Essi sono «l’ambiente in cui ci muoviamo e costruiamo le relazioni», ha ricordato Chiara Giaccardi, docente di sociologia e antropologia dei media all’Università di Milano, curatrice della ricerca “Relazioni comunicative e affettive dei giovani nello scenario digitale” che verrà presentata al Convegno: «Tra gli aspetti che la ricerca ha messo in luce – ha anticipato la Giaccardi – c’è la continuità tra la dimensione online e quella offline” e l’importanza delle precondizioni. C’è grande differenza infatti tra i ragazzi che vivono nelle piccole o nelle grandi città: i primi hanno maggiori occasioni di incontrare gli amici anche fuori dalla rete, mentre per i secondi lo spazio digitale diventa un’occasione per alimentare relazioni che altrimenti non potrebbero essere coltivate».
Il convegno, che si aprirà con Nicholas Negroponte, uno dei massimi esperti a livello internazionale di Internet e di nuove tecnologie, e si concluderà nell’Aula Paolo VI in Vaticano con l’udienza di Benedetto XVI si potrà seguire anche dal sito internet www.testimonidigitali.it
16 aprile 2010
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