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Difficoltà nella gestione ma anche preziose opportunità di comunicazione con il territorio: queste le considerazioni alla giornata di studi che si è svolta a fine maggio sul tema: “Sale della comunità , una risorsa per la pastoraleâ€. Un settore che sta suscitando sempre maggiore attenzione.
Le sale della comunità : fastidio o risorsa per la pastorale in parrocchia? È la domanda che si è posto don Mario Laurenti, presidente Federgat (Federazione gruppi attività teatrali) di Roma e Lazio, al convegno che si è tenuto il 29 maggio al teatro del Seminario Romano Maggiore sul tema delle sale della comunità .
L’interrogativo nasce non a caso, a motivo della scarsa sensibilità registrata a riguardo nella nostra diocesi, tanto che molte sale sono al momento chiuse o date in gestione a terzi senza alcuna finalità pastorale. Ma un’inversione di rotta potrebbe riscontrarsi già proprio a partire questa giornata di studi, che ha messo in luce i diversi risvolti positivi delle sale della comunità . In proposito è intervenuto il vicepresidente dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema), don Gabriele Pedrina, della diocesi di Padova, che ha sottolineato quale sia l’importanza di questi “luoghi-sogliaâ€, punti di comunicazione tra la comunità parrocchiale e il territorio circostante.
Don Pedrina ha elencato una serie di accortezze da tenere in conto nella gestione di una sala della comunità , dall’attenzione all’accoglienza alla scelta degli spettacoli da programmare: «L’accoglienza – ha detto – è tipica di una comunità cristiana e passa da un sorriso al buffet, dal consiglio per lo spettatore incerto al decoro della sala. Il pubblico poi va seguito, scegliendo la tipologia di spettacolo».
Per don Pedrina una sala cresce se dietro c’è un gruppo a gestirla, secondo la missione decisa dalla comunità parrocchiale di riferimento: «Non bisogna temere di andare oltre la semplice proposta dello spettacolo – ha aggiunto – perché la gente vuole condividere generalmente il messaggio ricevuto. È importante inoltre fare rete dentro un’associazione». La soluzione per evitare di sprecare la risorsa delle sale starebbe, secondo don Mario Laurenti, nell’affittarle solo saltuariamente, sotto l’egida del parroco, mantenendo la priorità delle attività pastorali della comunità : «Dove le sale funzionano – ha aggiunto Francesco Giraldo, segretario generale dell’Acec – ruotano attorno decine di volontari. Occorre una maturazione delle parrocchie, una presa di coscienza maggiore di questi strumenti fondamentali di una pastorale moderna, senza i quali la trasmissione della fede presenta una criticità molto forte».
1 giugno 2010
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